Essere stati in ferie nel mese di marzo non porterà ad una decurtazione del così detto "bonus 100 euro" deliberato dal decreto 'Cura Italia' del governo presieduto da Giuseppe Conte. Un paradosso se si considera che chi, invece, ha continuato a lavorare attraverso il telelavoro si vedrà decurtato il benefit per i giorni passati a svolgere le proprie mansioni professionali attraverso lo 'smart working'. La segnalazione della paradossale situazione arriva direttamente dalle pagine de Il Sole 24 Ore. Il quotidiano, nell'edizione del 6 aprile, ha provveduto ad analizzare la questione relativa a quello che viene considerato il premio riservato a tutte quelle classi lavorative costrette ad andare a lavoro per mantenere i servizi essenziali in piena emergenza coronavirus.

Niente bonus per chi lavora da casa

Stando alla circolare 8/2000 dell'Agenzia delle Entrate il bonus potrà essere erogato in busta paga anche nei successivi. L'obiettivo è premiare coloro i quali hanno continuato a recarsi sui posti di lavoro senza poter beneficiare della possibilità di usufruire di sistemi agili di lavoro. Il riconoscimento non farà differenze in base al tipo di accordo contrattuale. Ci sarà una vera e propria equiparazione tra quanti hanno un contratto a tempo pieno o part-time di qualsiasi tipo. In sostanza coloro i quali non avranno diritto ad alcun tipo di bonus saranno coloro i quali continuato a lavorare attraverso lo smart working.

Telalavoro penalizzato, ferie no

E' noto, come nelle scorse settimane, anche fonti governative per contrastare la proliferazione del virus avessero invitato le aziende, ove possibile, a dare ferie ai propri dipendenti o a incentivare l'utilizzo di sistemi di lavoro da remoto.

Andando, però, ad analizzare ciò che dicono le norme sul bonus dei 100 euro si osserva un potenziale che può fare discutere. Per capire ciò che segnala Il Sole 24 ore occorre mettere a fuoco due situazioni. La prima è quella di un lavoratore che per due settimane ha lavorato presso la propria sede operativa e che, nella seconda metà di marzo, abbia sfruttato lo smart working.

La seconda è quella di un altro impiegato che dopo aver lavorato per due settimane abbia avuto le ferie nei quindici giorni successivi. Il primo avrà un bonus dimezzato rispetto all'altro, considerato che le ferie non erodono il bonus di 100 euro a differenza del telelavoro o escamotage simili. Il quotidiano cita inoltre l'esempio di un dipendente che, a marzo, lavorando un solo giorno e prima di usufruire del congedo parentale arriverebbe ugualmente diritto a percepire i 100 euro.

Occorre ricordare che restano fuori dal benefit coloro i quali hanno un reddito che supera i 40.000 euro.

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