Il Dpcm del 18 ottobre era molto atteso. Giuseppe Conte ne ha parlato in una conferenza stampa arrivata domenica sera, informando i cittadini su quelli che sarebbero stati i provvedimenti in relazione all'emergenza Coronavirus. La risalita dei contagi espressa dal bollettino quotidiano ha reso necessari provvedimenti restrittivi ed altre misure finalizzate a limitare al massimo gli assembramenti. Si è resa necessaria la scelta di ampliare lo smart working nella pubblica amministrazione fino al 75%. Una scelta che incentiva il lavoro agile, ma che allo stesso tempo apre scenari da valutare. Le normative esistenti non disciplinano in maniera esaustiva alcuni aspetti del lavoro in remoto.

Il Sole 24 ore, ad esempio, ha posto l'accento sul fatto che lo smart working rappresenta un aspetto che porta al blocco dello straordinario, sulla base di quelle che sono le indicazioni dell'Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni), un'agenzia che rappresenta legalmente le PA nella contrattazione collettiva nazionale.

Dpcm ottobre: sul lavoro agile Conte ha parlato chiaro

L'ampliamento del lavoro agile, come detto, è stata una delle misure disposte dal Dpcm del 18 ottobre. Ad annunciarlo è stato lo stesso premier. "Incrementeremo - ha detto - con un provvedimento del ministro Dadone lo smart working" ha informato il presidente del Consiglio. Per "il ricorso allo smart working", ha aggiunto Conte, "siamo al lavoro anche con la ministra Catalfo".

Smart working: reperibilità si, straordinario no

Pe il personale di enti locali e Regioni viene meno la possibilità di poter beneficiare dello straordinario. Come indicato dal quotidiano economico e riferendosi al parere Cfl92A dell'Aran è necessario che maturino due requisiti. Ossia che la prestazione lavorativa ordinaria si concretizzi in un range temporale predefinito e controllato e che lo straordinario maturi in un confine orario rilevato e controllato.

Si tratta di due presupposti che decadono nel lavoro agile. Diverso è, invece, il discorso per l'indennità di reperibilità permessa nel rispetto dei vincoli del contratto nazionale. "Non può essere - scrive Il Sole 24 - ore remunerata con il ricorso ad altri istituti". Da tempo, tra l'altro, si evidenzia la necessità di nuove norme che disciplino lo smart working, 0ggi misura d'emergenza, ma che rappresenta un frontiera verso cui potrebbe andare il lavoro futuro.

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