Intesa Sanpaolo e Unicredit punteranno sulla crescita dell’open bank, avviando anche un progetto per aumentare la clientela primaria della Rete attraverso nuove assunzioni previste nei prossimi tre anni rivolte principalmente a laureati. Tutto ciò per garantire quel necessario turnover dovuto ai pensionamenti in programma già da quest'anno, possibili grazie anche all'ultimo anno di sperimentazione della quota 100. Per superare l'impasse dovuto alla mancanza di personale che si creerebbe, ecco quindi che si sta pensando di offrire a tutti gli interessati a lavorare nel settore bancario, una buona opportunità lavorativa.

Annunciate nuove assunzioni in Intesa Sanpaolo e UniCredit

Il piano assunzionale di Intesa Sanpaolo e UniCredit è piuttosto ambizioso: il numero dei nuovi dipendenti programmato è rispettivamente di 3.500 per il gruppo Intesa Sanpaolo e di 2.600 per UniCredit. In linea generale, stando agli accordi definiti con i sindacati, per ogni due uscite verrà previsto un nuovo assunto. Quindi è bene monitorare sempre la lista delle posizioni aperte. Sul sito web di entrambe le banche, nella sezione "Career", si possono consultare i requisiti richiesti e le mansioni da svolgere e si può anche presentare un'auto-candidatura allegando il proprio curriculum. Inoltre, i due istituti hanno intenzione di offrire un maggiore riconoscimento ad alcune professionalità di lavoratori.

Nuove professionalità e nuove lauree richieste nelle politiche di rafforzamento del personale

Un dato molto chiaro emerge all'orizzonte, ovvero che oltre ai laureati in Economia (ai quali viene riservato un 50% di posti), fra i neoassunti ci sarà anche chi è uscito da facoltà umanistiche e giuridiche (il 20%), oltre ai laureati in Matematica, Ingegneria, Scienze e Ingegneria (cosiddette discipline 'Stem').

Il 30% dei neoassunti saranno quindi data scientist, specialisti di user, sviluppatori di software, custodir experience e analisti dei dati. I profili specializzati sono infatti necessari non solo perché possiedono specifiche competenze, ma anche perché si ritiene necessario un potenziamento della rete di agenzie, soprattutto al Sud.

Senza trascurare i nuovi processi di trasformazione avviati dalle banche al loro interno basati sull’innovazione tecnologica. La rivoluzione digitale prevede innanzitutto lo sviluppo di attività diverse da quelle tradizionale (private banking, consulenza del risparmio) e l'incremento dello smart working che consentirà di svolgere il proprio lavoro comodamente da casa.

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