Arrivano novità sul rinnovo dei contratti dei dipendenti della Pubblica Amministrazione e della Scuola e sui relativi aumenti di stipendio. Infatti, il ministro per la Funzione Pubblica, Renato Brunetta, ha inviato all'Aran, l'Agenzia deputata per il rinnovo dei contratti degli statali l'atto di indirizzo con il quale intavolare la trattativa tra il governo Draghi e i sindacati. Il documento è sul tavolo del ministro dell'Economia Daniele Franco per la verifica degli stanziamenti e per il via libero definitivo. L'atto di indirizzo ha confermato tutti gli stanziamenti messi a disposizione dal governo per gli aumenti degli stipendi: in totale, tra scuola, sanità, ministeri, regioni e amministrazioni locali, le risorse ammontano a 6,8 miliardi di euro.

Rinnovo contratti Pa: di quanto aumenteranno gli stipendi infermieri, Oss, docenti e Ata

Cifra che farebbe aumentare mediamente gli stipendi dei dipendenti della Pubblica amministrazione e della scuola di 107 euro per 13 mensilità, equivalenti a un aumento dei redditi del 4,07%. Sulla base di questo aumento, i cedolini dei docenti e dei dipendenti Ata dovrebbero crescere di 98,79 euro secondo le stime del sindacato Confsal-Unsa, mentre gli infermieri e gli operatori socio-sanitari avrebbero un aumento nelle buste paga di 97,35 euro lordi per 13 mensilità. Gli incrementi più rilevanti saranno destinati ai dipendenti pubblici con i redditi più alti: si va dai 116,76 euro degli addetti alle Agenzie fiscali ai dipendenti degli Enti pubblici economici i cui cedolini cresceranno mediamente di circa 128 euro mensili.

Meno bene andrà agli impiegati dei ministeri che, con un reddito medio di oltre 30.000 euro, avranno un aumento di 94,58 euro.

Statali, nel 2021 gli aumenti nei cedolini

Tuttavia, le stime sugli aumenti degli stipendi degli statali comprendono anche l'indennità di vacanza contrattuale che i dipendenti della Pubblica amministrazione stanno ricevendo in maggiorazione degli importi delle buste paga per il mancato rinnovo dei contratti dal 2019 ad oggi.

Inoltre, dagli aumenti degli stipendi dovrà essere sottratto anche l'elemento perequativo che alcune categorie lavorative della Pubblica amministrazione stanno percependo per allineare i redditi più bassi al minimo di aumento promesso dal governo. Si tratta essenzialmente di un bonus variabile da 20 a 30 euro, introdotto nel rinnovo dei contratti 2016-2018 per allineare gli incrementi dei cedolini al minimo degli 85 euro medi promesso dall'allora governo Gentiloni.

Tutti i comparti della Pubblica amministrazione, dalla scuola alla sanità, dai ministeri agli Enti economici dovranno, pertanto, rivedere proporzionalmente agli aumenti prospettati le stime di crescita degli stipendi per effetto di queste voci di busta paga. Al netto della vacanza contrattuale, dell'elemento perequativo e per effetto di ulteriori sottrazioni nelle risorse stanziate per il rinnovo dei contratti statali come il trattamento accessorio delle Forze armate e di polizia, gli aumenti delle buste paga si attesteranno a meno di 90 euro lordi.

Arretrati di stipendio 2019, 2020 e 2021 nel rinnovo contratti della Pubblica amministrazione e scuola

Addirittura, per alcuni comparti pubblici, l'aumento medio lordo potrebbe scendere a 79 euro mensili con una sottrazione pari a oltre un punto percentuale (l'1,035%) rispetto all'aumento medio del 4,07% calcolato.

Capitolo a parte riguarda gli arretrati che i dipendenti della Pubblica amministrazione dovranno percepire per gli anni 2019, 2020 e per i mesi del 2021 prima che venga messa la firma sui nuovi contratti. Anche sugli arretrati peseranno le voci dell'indennità di vacanza contrattuale, ovvero per la parte già pagata nei cedolini dei dipendenti pubblici per il mancato rinnovo. Nel 2018, all'atto dell'ultimo rinnovo, fu stabilita una cifra forfettaria già decurtata di rimborso che, per i quattro allora nascenti comparti della Pubblica amministrazione, variava da un minimo di 400 a un massimo di 600 euro.