A Trieste, l'assemblea dei lavoratori della StarTech ha confermato la proroga del contratto di solidarietà per ulteriori tre mesi, con decorrenza dal 7 agosto. La decisione, emersa durante un incontro tenutosi nello stabilimento e promosso dalle sigle sindacali Fiom‑Cgil, Uilm, Fim‑Cisl e Ugl Metalmeccanici, coinvolge circa 320 dipendenti. Nonostante questa estensione, permane una profonda incertezza riguardo al pagamento degli stipendi relativi al mese di luglio, che non sono ancora stati corrisposti.
Antonio Rodà, segretario della Uilm di Trieste‑Gorizia, ha chiarito che la proroga del contratto di solidarietà garantirà che le retribuzioni, a partire da agosto, vengano erogate direttamente dall'Inps, assicurando così una stabilità salariale provvisoria almeno fino a ottobre.
"Questi mesi devono essere impiegati per lavorare, con il supporto attivo delle istituzioni, affinché si possa individuare una nuova strada imprenditoriale", ha sottolineato Rodà. Tuttavia, il sindacalista ha evidenziato che l'attuale situazione di cassa dell'azienda non permette il versamento della mensilità di luglio, la cui competenza ricadeva sull'impresa stessa. Il pagamento di questa mensilità potrebbe concretizzarsi solo in presenza di incassi derivanti dal ritiro di materiali già realizzati da parte dei clienti, ma al momento non vi sono certezze né sulle tempistiche né sulle modalità di un'eventuale erogazione.
La proroga del contratto di solidarietà e gli stipendi di luglio
La proroga del contratto di solidarietà si configura come una misura transitoria fondamentale, che permette ai lavoratori della StarTech di ricevere la propria retribuzione attraverso l'Inps, offrendo una garanzia economica fino al mese di ottobre.
Nonostante ciò, la questione della mensilità di luglio rimane critica e irrisolta. Le difficoltà finanziarie dell'azienda hanno impedito il pagamento diretto ai dipendenti per quel periodo, e la situazione è ulteriormente complicata dalla mancanza di certezze sugli incassi futuri, i quali, seppur potenzialmente in grado di sbloccare parzialmente la situazione, non offrono garanzie immediate.
Prospettive future e il fallimento del piano industriale
I sindacati hanno espresso viva preoccupazione per il futuro dello stabilimento di Trieste e per i suoi dipendenti. Antonio Rodà ha criticato apertamente la gestione aziendale, affermando che "l’azienda ha fallito nell’intento di rilanciare il sito produttivo; c’è stato un piano industriale annunciato con grandi ambizioni, ma che nel lato pratico non è mai partito".
Il percorso di solidarietà, sebbene rappresenti una soluzione temporanea, è visto come un'opportunità cruciale per ricercare, con il coinvolgimento attivo delle istituzioni, una soluzione imprenditoriale duratura che possa offrire una prospettiva più stabile e sicura a tutti i lavoratori coinvolti.