Trenitalia ha annunciato il taglio del treno frecciarossa Milano-Lecce per carenza di passeggeri. A partire dal 15 gennaio il super treno, fiore all'occhiello della tecnologia italiana nel mondo, presterà servizio quotidiano solo da Milano a Bari e viceversa. Il Salento torna così ad essere escluso e si dovrà "accontentare" dei più lenti Frecciabianca.

In realtà il prolungamento del Frecciarossa da Bari a Lecce si era presentata si dall'inizio come una battaglia di principio per rendere ancorato il Salento ad una prospettiva si sviluppo sul fronte trasporti, anche alla luce del sempre più elevato numero di turisti che raggiungono ogni anno il capoluogo barocco.

Per portare almeno una corsa del Frecciarossa a Lecce si era speso persino il governo Renzi col ministro Del Rio artefice dell'accordo con Trenitalia e Regione Puglia al termine di un vivace confronto sulla questione tra le parti interessate. Il risultato di quell'accordo fu che il Frecciarossa prestasse servizio per l'intera tratta Milano-Lecce solo nei fine settimana e festivi per una corsa di andata e una di ritorno. Così è stato per sette mesi.

Ma, eccezion fatta per il periodo estivo, il treno è stato poco utilizzato dagli utenti leccesi e salentini tanto da indurre Trenitalia a tagliare il servizio. Immancabili le proteste di cittadini e istituzioni locali: il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, ha parlato di "colpo basso" ma il presidente della Puglia, Michele Emiliano, spiega che se la gente non prende il treno i costi per mantenere il servizio dovrà accollarseli la Regione e occorre quindi valutare se questo è fattibile e quanto costa.

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In realtà il problema del Frecciarossa risente anche di una serie di questioni mai affrontate seriamente. Innanzitutto gli orari delle corse che, di fatto, escludevano l'utilizzo del Frecciarossa ai residenti delle province sia di Milano che di Lecce. Infatti la partenza da Milano alle 6 del mattino impediva di fatto che utenti provenienti da altre località della Lombardia potessero utilizzarlo e sappiamo quanti pugliesi risiedono nell'interland milanese e province limitrofe. La corsa di ritorno, poi, arrivava a Milano alla mezzanotte rendendo utile il servizio giusto a chi doveva fermarsi al solo capoluogo lombardo.

Ulteriore problema è lo stato tecnico della linea adriatica. Il ministro Del Rio ha garantito che è in corso un intervento infrastrutturale che porterà entro poco tempo ad una significativa velocizzazione della linea con conseguente riduzione dei tempi di percorrenza ma al momento attuale il Frecciarossa utilizzava l'alta velocità solo tra Milano e Bologna. Non tutti gli utenti erano quindi disposti a spendere di più per una sola ora in meno di viaggio rispetto al Frecciabianca.

Infine il problema più grave riguarda lo stato di abbandono della rete ferroviaria locale della provincia di Lecce, gestita finora dall'ormai fallita Ferrovie Sud Est (oggi in fase di passaggio a Ferrovie dello Stato) le cui vicende giudiziarie sono ormai note. Una situazione così drammatica del trasporto pubblico locale non può che penalizzare anche il flusso di utenti su Lecce, stazione terminale di Trenitalia. Il potenziale di utilizzo di una rete ben gestita di trasporto locale cambierebbe molto le carte in tavola anche a livello economico rendendo la rete appetibile ai turisti e agli stessi pendolari salentini, i quali oggi si muovono prevalentemente in automobile. Il Frecciarossa tornerà, quindi, quando il Salento saprà guadagnarselo attuando quella politica sui trasporti a lungo attesa e disattesa, basata su sviluppo infrastrutturale ed efficienza.