L'aumento della Tari, la tassa sui rifiuti, nel 2018 colpirà anche i cittadini leccesi. Il sindaco del capoluogo salentino, Carlo Salvemini, ha confermato ciò che era già stato annunciato un paio di mesi fa, in occasione della discussione pubblica del bilancio previsionale dell'amministrazione.

Lecce, aumenta la Tari

Nonostante la stangata fosse già nell'aria, è solo negli ultimi giorni che il polverone si è rialzato, causando i malumori della cittadinanza, che dovranno far fronte ad un aumento di ben sette punti percentuali sull'imposizione delle utenze domestiche.

La percentuale si spinge in doppia cifra, fino al 15 per cento, se si considerano le utenze non domestiche, dunque tutte le attività commerciali che usufruiscono della raccolta dei rifiuti.

Le polemiche della cittadinanza non si sono fatte attendere, che già contestavano, sulle varie pagine Facebook, il fatto che nessuno avesse deciso per l'imposizione dei "bidoncini" della differenziata, che ovviamente rappresentano un costo aggiuntivo, il cui impatto sull'Ambiente non è stato ancora tangibile, visto il progressivo riempimento dei centri di raccolta, ormai al collasso dopo appena un anno.

Nella nota pubblicata da Palazzo Carafa si legge come la necessità di aumentare la Tassa sui Rifiuti fosse nell'aria da tempo, anche e soprattutto a causa - dice il Sindaco - di una mancata assunzione di responsabilità delle amministrazioni precedenti che, un po' per negligenza un po' per campagna elettorale, hanno scaricato la patata bollente all'amministrazione attuale.

La nota del Sindaco quantifica l'aumento dell'entrata dell'erario in 4 milioni di Euro, di cui 160mila euro da imputare alla mancata attribuzione dei costi di servizio sulla bolletta dell'anno 2017, e la quantificazione dei contributi di conferimento all'impianto di raccolta e smaltimento di Cavallino. A seguito della sentenza del Consiglio di Stato, infatti, ben 63 comuni della Provincia di Lecce sono stati condannati al pagamento di 30 milioni di Euro, cui però il capoluogo aveva già pensato, provvedendo ad un accantonamento di due milioni di euro - prosegue Salvemini - per far fronte a questo tipo di verdetti.

Tra gli esempi "virtuosi"; tuttavia, figurerebbe Galatina che, nonostante la sentenza poc'anzi menzionata, ha garantito che non provvederà all'aumento delle contribuzioni richieste alla popolazione della cittadina.

In ogni caso, si è anche posto rimedio allo scandalo delle cartelle gonfiate che aveva colpito il Salento nei mesi scorsi, quando molte amministrazioni erano state accusate di aver gonfiato i conti della Tari. Oggi, il Comune di Lecce, ha predisposto l'accoglimento di 2500 domande di rimborso, per un totale di 550 mila euro in abbuoni e restituzioni.