Siamo ormai entrati nell’ultimo mese di apertura di EXPO Milano 2015 e tutti gli italiani che non avessero ancora utilizzato il proprio biglietto per visitare l’Esposizione Universale presente nella zona fieristica del capoluogo della Lombardia dovranno affrettarsi e decidere la giornata da dedicare alla visione dei numerosi padiglioni e dell’Albero della Vita, simbolo principe della manifestazione internazionale. EXPO Milano 2015 chiuderà ufficialmente il prossimo 31 di ottobre ma fino a tale data tutti i padiglioni più bellirimarranno aperti e disponibili a visite.

Di seguito alcuni consigli utili ed una lista delle migliori esposizioni della manifestazione.

Quali padiglioni vedere ad EXPO Milano 2015? Consigli e lista di esposizioni da non perdere

Come molti sapranno, il padiglione più bello dell'Esposizione Universale di Milanoè senza ombra di dubbio quello progettato dal Giappone. Tutti i visitatori, prima di poter ammirare le opere architettoniche e tecnologiche nipponiche, dovranno munirsi di pazienza ed effettuare una coda che nella miglior ipotesi sarà di oltre 1 ore e 30 30 minuti. Molto gettonate anche le aree dedicate al Kazakistan (prossimo paese ospitante dell’Esposizione Universale nel 2017) vista la presenza di immagini di sabbia che raccontano la storia del paese ed agli Emirati Arabi dove si potrà ammirare la ricostruzione di un canyon.

Coloro che non volessero fare ore di coda potranno invece apprezzare una grande riproduzione ferroviaria interamente di cioccolato presso il padiglione della Polonia o un plastico della Svizzera nell’omonimo spazio.

In Vietnam spazio alla musica locale ed ad un gruppo di artisti in grado di regalare grandi emozione tramite strumenti etnici della tradizione.

Consigliata la visione del padiglione della Corea del Sud dove, dopo una breve attesa, sarà possibile vedere da vicino alcune delle opere tecnologiche migliori dell’intero spazio di EXPO Milano 2015. Si consiglia infine lo spazio del Marocco dove ci si potrà immergere in una atmosfera tipicamente locale grazie alla presenza di alcune turbine in grado di riprodurre il clima dello stato africano.