Dopo innumerevoli rincorrersi di voci, anteprime e rumors, la futura ammiraglia di Alfa Romeo, la Giulia, ha finalmente una data di commercializzazione: 24 giugno 2015, meno di un anno dunque. L'amministratore delegato di FCA, Sergio Marchionne, l'ha definita come la data di rinascita della gloriosa casa del Biscione. In effetti, sono anni che il parco auto delle vetture italiane vede l'assenza di una grande berlina sportiva di segmento "premium" che possa competere con le più blasonate tedesche, del calibro di BMW, Mercedes e Audi, come pure con un marchio meno pubblicizzato ma altrettanto prestigioso come la britannica Jaguar.

Della Giulia si sono dette tante cose, sono stati elaborati molti rendering grafici, alcuni piuttosto interessanti, altri fin troppo fantasiosi. Quel che è certo è che la Giulia 2015 utilizzerà un nuovo e rivoluzionario pianale sportiva, il cui nome in codice è "Giorgio" (denominazione su cui si sono fatte molte ipotesi, la più accreditata delle quali vede nel nome Giorgio un omaggio al mitico pilota Tazio Nuvolari che di secondo nome faceva proprio Giorgio). Questa soluzione tecnica vede importanti innovazioni come la possibilità di utilizzare la trazione posteriore, caratteristiche delle vere Alfa Romeo di un tempo, oltre alla trazione integrale e ad una ripartizione perfetta dei pesi della vettura (50:50) tra asse anteriore e posteriore, ipoteticamente dotandola di un interessante rapporto peso/potenza.

A tal proposito, la gamma delle motorizzazioni vede l'adozione, sul versante benzina, del collaudato 1750 turbo e di un 2200cc con potenze tra i 180 cavalli e i 330 cavalli, fino all'esagerato 3300cc da 6 cilindri progettato e realizzato con la collaborazione di Ferrari. Non potranno mancare i più commerciali turbodiesel, con potenze da 210 cavalli per il 4 cilindri e da 250 fino a 330 cavalli per il 6 cilindri, già utilizzato sulle ammiraglie di Maserati, la Ghibli e la Quattroporte. Non ci resta dunque che attendere la fatidica data per ammirare una nuova ammiraglia italiana, che gli appassionati alfisti (e non solo) attendono da troppo tempo.