Accanto ai consumatori già in causa per truffa con Volkswagen, ora si schierano gli investitori. Si complica il lavoro del nuovo CEO, Mueller, che sta velocemente riorganizzando la dirigenza. I capi della ricerca, responsabili del Dieselgate, sono stati tutti rimossi dal loro posto. Il governo della Bassa Sassonia (il land di Wolfsburg, nonché detentore del 20% delle azioni Vw), sta indagando per truffa l'ex AD Winterkorn. L'Audi ha comunicato che (tra gli 11 milioni di veicoli coinvolti) 2,1 portano il suo marchio, mentre le Skoda sarebbero 1,2 milioni.

Negli Stati Uniti

Alcuni giorni fa c'era la notizia che un fondo pensioni del Michigan aveva intentato causa alla Casa tedesca: la tesi è cheVw abbia sviluppato una frode ai danni degli investitori: questi hanno investito, basandosi su una valutazione economica gonfiata dai falsi dati USA sui test delle emissioni. Come minimo si parla di un radicale ricalcolo dei valori in gioco: la Vw potrebbe essere condannata a restituire milioni di dollari per riportare ad equità l'investimento, che risulta essere stato gonfiato almeno del 28%. Ad oggi sono circa 80 le class action già avviate dai 'truffati' americani. Ne arriveranno altre.

In Germania

il governo tedesco ha dato 10 giorni di tempo al costruttore, per trovare una soluzione al problema dei software programmatiper mentire ai controlli USA ed europei sulle emissioni in fase di omologazione dei motori diesel. Entro il 7 ottobre i motori dovranno rientrare nelle norme ambientali vigenti, senza 'trucchi', altrimenti l'Ufficio automobilistico federale tedesco (KBA) negherà definitivamente l'omologa per la circolazione.

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Ambiente

Questo significherebbe vietare di fatto la vendita, o il solo viaggiare nel Paese, alle auto coinvolte. Il Ministero dei Trasporti tedesco ribadisce di non essere stato a conoscenza della manomissione delle centraline.

In Italia

Volkswagen Italia, con un comunicato di poche righe, inviato in via riservata ai concessionari, ha bloccato la vendita dei modelli diesel Euro 5 di ogni marchio del Gruppo, 'in attesa di fare chiarezza', attendendo notizie da Wolfsburg.

Si parla di 40mila veicoli, con intuibili pesanti conseguenze economiche sulla rete di vendita. Già qualche concessionario lamenta che 'da tre giorni non si vede nessuno', anche perché la clientela, quando non comprende fino in fondo, nel dubbio procrastina l'acquisto, coinvolgendo anche motorizzazioni esenti dai provvedimenti in corso. Codacons sembra avere già ottenuto 12mila pre-adesioni alla class action che sta preparando.

Possibili soluzioni tecniche e costi

Parlando solamente degli interventi praticabili sui motori, esistono due ipotesi: la prima riguarderebbe la pura sostituzione del software truccato, ma calerebbero spaventosamente le prestazioni dei veicoli, dando alla concorrenza ottimi spunti per approfittarne e motivo alla clientela per ottenere sostanziose rifusioni danni, in quanto i veicoli diventerebbero ben diversi da ciò che era stato promesso dal venditore.

In qualche caso si potrebbe perfino restituire il veicolo, con addebiti di penali al venditore. La seconda soluzione consisterebbe nell'aggiungere un sistema di trattamento delle emissioni: si otterrebbe il risultato desiderato senza intaccare le prestazioni, ma al costo di migliaia di dollari per auto. Un report Usa parla di costi nell'ordine di 20 miliardi di dollari, considerando le vetture in giro in America ed Europa.

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