Lo scandalo Volkswagen, in America, riguardante la fraudolenta programmazione del software di gestione dei motori diesel 2000 di cilindrata, si sta allargando a macchia d'olio e sta andando ad interessare anche i mercati europei. La “truffa” consiste in questo: durante le sessioni di controllo dell'EPA (Ente USA per la protezione ambientale), le centraline che sovraintendono al funzionamento dei motori sono state “istruite” a riconoscere le modalità tipiche di un controllo (connettori, temperature, giri a vuoto delle ruote motrici perché su rulli) e a riprogrammarsi autonomamente, allo scopo di emettere inquinanti nel rispetto delle norme previste negli States.

Motori meno potenti e più puliti

Questo risultato si ottiene abbassando notevolmente le prestazioni dei motori. Alla fine del controllo, una volta staccati i connettori degli apparecchi di verifica, la centralina si riprogramma da sola, allo scopo di ripristinare le potenze originarie, che i clienti si aspettano e che hanno costituito motivazione all'acquisto del veicolo. Il Gruppo tedesco (secondo produttore mondiale e primo costruttore europeo) solo negli Stati Uniti rischia sanzioni per 18 miliardi di dollari ed è stata sospesa la vendita dei modelli Diesel incriminati.

Washington ha già aperto un'inchiesta penale sulla vicenda. E' fresca la notizia che gli enti di controllo americani hanno deciso di allargare le indagini un po' a tutti i produttori presenti su quel mercato. Volkswagen ha già bruciato 15 miliardi di “proprio valore” di capitalizzazione sui mercati borsistici, senza contare la mazzata inferta alla proverbiale immagine di serietà e qualità dei suoi prodotti.

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Ambiente

Bruciati anni di paziente lavoro sul mercato statunitense, per convincere con i fatti i clienti americani, notoriamente molto affezionati ai veicoli “Made in USA”.

Scuse di Winterkorn,ad di Volkswagen

L'azienda, non avendo alcuna giustificazione per l'accaduto, ha scelto la strada della piena collaborazione con le autorità di controllo federali. L'ad del gruppo, Martin Winterkorn, oltre ad ammettere le responsabilità aziendali e a presentare pubbliche scuse, ha annunciato l'avvio di una inchiesta indipendente.

Ovviamente, aria pesante al Salone dell'Auto, in corso a Francoforte. Reazioni molto preoccupate arrivano anche dal governo tedesco, dove i ministro dei trasporti e quello dell'economia hanno annunciato alla Bild che verranno effettuati dei test approfonditi, condotti da enti non legati all'industria dell'auto, allo scopo di verificare il più velocemente possibile che i motori Vw incriminati non siano stati anche venduti in Europa.

Se così dovesse emergere, l'impatto sarebbe catastrofico, dal momento che la motorizzazione diesel è preponderante, sul suolo europeo. Ad ulteriore riprova della preoccupazione con la quale il Governo Merkel segue questa vicenda, nei prossimi giorni Winterkorn incontrerà il ministro per l'Ambiente tedesco. I modelli sotto osservazione (prodotti dal 2009 in poi) sono: le Volkswagen Jetta, Beetle, Golf e Passat e l'Audi A3.

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