La Germania prova ad allargare i confini dello scandalo 'Dieselgate' e indaga sui tentativi di truccare i consumi da parte di altre case automobilistiche. Dopo lo scandalo Volkswagen, la motorizzazione tedesca ha annunciato lo scorso undici novembre, tramite comunicato stampa, i risultati di alcuni esami e verifiche avviate proprio all'indomani del terremoto planetario che ha colpito l'azienda di Wolfsburg.
Sono stati registrati valori elevati di particelle nocive in varie tipologie di percorso - urbano, extraurbano, autostradale - su circa cinquanta modelli appartenenti per metà a marchi tedeschi e per metà a marchi di altre nazionalità.
I motori esaminati sono esclusivamente diesel. Tra le vetture italiane sono state testate la Alfa Romeo Giulietta e la Fiat Panda. Tali risultati saranno ora discussi con i costruttori e le autorità che si occupano dell'omologazione dei veicoli, per poi stabilire se la vicenda ha un profilo di natura legale.
Nuovo scandalo o protezionismo?
Nel pieno infuriare dello scandalo Volkswagen, che è legato alla presenza di alcuni software che manipolano i risultati dei controlli previsti per i motori diesel - scandalo che si sta allargando anche alle motorizzazioni benzina - viene da chiedersi se l'ente tedesco non stia prodigandosi in un disperato tentativo di far condividere la responsabilità ad altri costruttori.
Un comportamento che appare, insomma, protezionisco, volto a lenire i dubbi su Volkswagen con il classico "così fan tutti".
Vedremo che contorni giuridici prenderà la vicenda, ma forse un risultato più attendibile potrebbe giungere dalle autorità ambientali americane che hanno già sollevato lo scandalo di Wolsburg e stanno effettuando controlli sui modelli di altri costruttori. Se il comunicato stampa della motorizzazione tedesca appare non proprio super partes, contorta e macchinosa sembra invece la contromossa di Volkswagen per ritrovare la fiducia dei consumatori: un buono di mille euro per tutti i possessori di un'auto da richiamare, di cui 500 euro spendibili nel circuito Visa e altri 500 euro presso la rete di vendita della casa.
Considerato che non è ancora dato sapere se dopo il richiamo le vetture avranno le stesse prestazioni (accelerazione, ripresa, consumi), a molti osservatori non sembra poi questo gran risarcimento. Nessuna dichiarazione, nel frattempo, da Fca e da Marchionne, che però danno una risposta indiretta aprendo gli ordini per la Nuova Fiat Tipo, berlina di 4,5 metri di lunghezza. Nei concessionari italiani a dicembre, verrà proposta full optional al prezzo di attacco di 12.5000 euro.