Dopo il referendum del 23 giugno e l'uscita della Gran Bretagna dalla UE, si stanno esaminando le possibili ripercussioni che si potrebbero avere nei diversi campi soprattutto economici. Come spesso accade in queste situazioni, tutti guardano alla Borsa, ai mercati, che dopo un inizio catastrofico alla riapertura di lunedì 27 giugno sembrano reagire ed ai futuri sviluppi economici, dividendo gli esperti in pessimisti ed ottimisti. Bisogna tenere presente, però, in questa disanima che l'Inghilterra è sempre stato un paese particolare all'interno dell'Europa, dato che non ha mai voluto adottare la moneta unica e mantenere una certa indipendenza.

Ora partendo da questa premessa, andiamo ad esaminare uno dei settori più importanti ovvero quello delle macchine, data la presenza massiccia di case automobilistiche sul territorio britannico.

Cosa accadrà per le case automobilistiche in GB?

Naturalmente queste che avanziamo sono solo considerazioni su possibili scenari sulla base di alcuni dati. Sul territorio inglese sono presenti gli stabilimenti di 15 marchi delle case automobilistiche più importanti, come BMW, del cui gruppo fa parte la britannica Mini e Rolls Royce, Ford, Volkswagen e la sua Bentley, Mercedes, Honda Nissan Toyota. Un giro d'affari imponente se si pensa che coinvolge circa 730 mila persone che ci lavorano, compreso l'indotto e che riguarda il 77% di esportazione, di cui solo il 60% in Europa.

Ora con la Brexit si pensa che tutto ciò potrebbe cambiare con l'introduzione di dazi e tasse a pesare sulla vendita delle auto provenienti dal Regno Unito con relativo aumento di prezzo di quest'ultime anche se d'altro canto una sterlina più bassa potrebbe compensare questi costi maggiori ed addirittura facilitare la vendita di auto nel Vecchio Continente.

E per il petrolio?

Sempre teoricamente il crollo della sterlina potrebbe trascinare giù con sé il petrolio e di conseguenza anche la benzina, abbassandone il prezzo. Naturalmente questi possibili vantaggi non riguarderebbero direttamente gli italiani, oppressi da accise e tasse assurde, per i quali anche in periodo di in cui il petrolio cala drasticamente si ritrovano i prezzi della benzina e diesel sempre quasi allo stesso valore.

Per concludere bisognerà attendere per sapere se ci saranno effettivamente ripercussioni dalla decisione della Gran Bretagna di uscire dall'UE anche perché quando si siederanno al tavolo per contrattare nessuno vorrà danneggiare i propri interessi, su tutti la Germania il maggior cliente dell'Inghilterra.