Fiat Chrysler da ieri è piombata nell'incubo 'Dieselgate',al pari di quanto avvenuto per Volkswagen lo scorso anno. Le accuse sono piovute dalla Germania, a causa di una lettera inviata dal Ministero dei Trasporti tedesco alla Commissione Europea. Secondo i tedeschi, così come rivelato ieri da un noto settimanale, alcuni veicoli di FIAT Chrysler, tra cui Fiat 500X e Jeep Renegade, utilizzerebbero un dispositivo illegale per nascondere le violazioni ai limiti di emissione dei gas nocivi. Fino a questo momento i vertici di Fiat Chrysler sono rimasti in silenzio, sebbene queste accuse abbiano provocato un forte calo delle azioni del gruppo in Borsa.

La risposta del Ministro italiano Graziano Delrio

Oggi però arriva la risposta da parte del Ministro dei Trasporti Graziano Delrio, che interpellato sulla questione risponde che al suo dicastero non risulta che i veicoli di FCA presentino dispositivi illegali per nascondere le emissioni nocive.

Insomma i due Ministeri coinvolti di Italia e Germania sembrano avere pareri opposti su questo caso. A questo punto si attende un intervento dell'Unione Europea. Questo almeno si auspicano i rappresentanti del Ministero dei Trasporti tedesco, che chiedono all'Unione di fissare un tavolo di confronto per discutere della questione con i rappresentanti di FCA e i tecnici del Ministero dei Trasporti italiano.

Una vicenda delicata e da seguire

Vedremo dunque come questa situazione si evolverà, al momento l'Unione Europea non si pronuncia e qualcuno tra i commissari europei, per spiegare la situazione, parla di piccoli disaccordi tra stati membri della UE.

Insomma al momento l'UE se ne lava le mani, ma ovviamente le cose potrebbero cambiare nei prossimi giorni. Dunque occorre seguire con attenzione la questione, che interessa molto da vicino Fiat Chrysler Automobiles, che vive un momento delicato della sua storia e che dunque da questa situazione potrebbe uscire con le ossa rotte, qualora la vicenda dovesse prendere una brutta piega. Cosa che ovviamente Sergio Marchionne e soci non si augurano assolutamente.

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