Sono la moda del momento, tutti le vogliono e le case sgomitano per produrre il modello migliore. Ma le auto elettriche sono davvero un futuro praticabile o solo una soluzione temporanea?

Secondo i più queste sono l'unica vera alternativa alle auto di tutti i giorni a combustibile fossile e che rappresentano la fonte di sopravvivenza per quanto riguarda le sportive e le super car (che stanno subendo sempre più spesso una "ibridizzazione" o una completa elettrificazione). Opera di convincimento viene inoltre portata avanti dalle regioni e dallo stato che offrono esenzioni totali e parziali dal pagamento del bollo o l'entrata gratuita nelle varie ZTL, in aggiunta al costo di ricarica decisamente inferiore rispetto a un normale "pieno", al fattore etico di non emettere o quasi Co2, totale silenzio di marcia e il fatto che sempre più paesi stiano mettendo al bando benzina e soprattutto diesel (in molti stati europei saranno vietati entro il 2040) le elettriche stanno prendendo piede nella normale vita di tutti i giorni.

Ma ci sono solo vantaggi?

Secondo i capi del marketing e i pubblicitari delle case automobilistiche si, ma dietro c'è molto di più. I produttori nascondono ai più i veri costi economici e ambientali per la produzione delle parti dell'auto. Partiamo da principio, ovvero la parte o le parti (visto che sono molte) fondamentali per far muovere un'auto elettrica: le batterie. Queste sono batterie agli ioni di litio (come ormai qualsiasi device elettronico) in quanto pesano meno e sono più prestazionali di qualsiasi altro tipo di batteria oggi in commercio.

Ma quanto costa produrre queste batterie? Secondo recenti studi condotti dall'istituto di ricerca ambientale svedese (uno dei paesi promotori del bando dei combustibili fossili) la produzione di una singola batteria per una Tesla model S libera nell'atmosfera fino a 17,5 tonnellate di diossido di carbonio, che corrisponde a più di otto anni di guida con una normale auto a combustione interna. Queste cifre non tengono conto inoltre del costo dell'estrazione del litio dalle varie miniere sparse per il mondo (in prevalenza cinesi), del suo trasporto nelle varie industrie che le trasformeranno poi in batterie, del costo ambientale dato dalle centrali elettriche che generano elettricità (utilizzando praticamente solo combustibili fossili) per ricaricare le auto e, al problema del costo e dello smaltimento delle batterie esauste che non possono essere riutilizzate.

I fautori dell'elettrificazione però controbattono giudicando troppo frettolosi e poco veritieri i dati pubblicati affermando che gli studiosi non hanno minimamente considerato i costi di trivellazione, trasporto verso le raffinerie, raffinamento e di nuovo trasporto stavolta verso i vari distributori sparsi nel mondo. Paragonando i dati della Tesla con una sua equivalente non elettrica si scopre inoltre che questa produce comunque 7,3 tonnellate di diossido di carbonio ogni anno.

Le auto elettriche hanno inoltre un secondo problema dato dal motore stesso, questo perché i motori necessitano di grandi quantità di rame (in quanto eccellente conduttore di elettricità), rame che sta diventando sempre più raro sul pianeta.

Di seguito un'illustrazione che mostra la differenza tra motore termico ed elettrico.

Esistono altre soluzioni oltre le auto elettriche?

Al momento l'unica altra soluzione all'elettrico sono le auto ad idrogeno, anche se per ora pare trattarsi di una forma di locomozione di nicchia visti i problemi di produzione del'idrogeno (prodotto chimicamente),di stoccaggio dell'idrogeno, la mancanza di diffusione dei distributori, i pregiudizi e la totale mancanza di conoscenza al riguardo della persona comune

In sostanza nessuna delle tre forme di locomozione è esente da problemi e difetti ma il mondo delle elettriche è ancora pieno di incognite (la produzione dell'elettricità che le alimenta per esempio) da risolvere al più presto per garantire a tutti un futuro migliore e più pulito.

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