Il nome più in vista nell'industria automobilistica mondiale, il miliardario cinese Li Shufu, non ha partecipato al Salone dell'Auto di Ginevra che ha appena chiuso i battenti. Il fondatore e presidente della casa automobilistica di proprietà privata Zhejiang Geely Holding Group, che il mese scorso ha puntato i riflettori sulla Germania diventando il principale azionista di Daimler, ha mantenuto la sua solita distanza dai grandi palcoscenici mondiali dell'auto.

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Raramente partecipa a spettacoli automobilistici al di fuori della Cina. Le sue rare apparizioni pubbliche in Europa, con un contingente di politici, imprenditori e media cinesi, sono legate alla crescita della sua lista di brand acquistati. Era a Berlino il 20 ottobre 2016 per svelare Lynk & Co, brand di lusso di Geely sviluppato grazie al know how di Volvo, marchio acquisito dalla Ford sei anni prima. Era in Inghilterra il 22 marzo 2017 per aprire la nuova sede londinese di Taxy Co, costruttore dei celebri black cab, acquisito nel 2013.

Lo potremmo rivedere presto ad Amsterdam per un altro evento Link & Co: con questo brand potrebbero essere prodotte auto nel vicino stabilimento di Gent, dove vede la luce anche la Volvo Xc40. E nel bel mezzo di tali apparizioni pubbliche, la primavera scorsa una sua visita a Torino avrebbe potuto radicalmente cambiare l'industria automobilistica mondiale.

Un colosso forte in quattro continenti

A maggio 2017, Li è volato a Torino con un jet di proprietà di Geely per un incontro privato con John Elkann, erede della famiglia Agnelli, che presiede Exor, holding che ha il controllo azionario di FCA.

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I portavoce Geely hanno solo parlato di 'normale contatto commerciale', senza tuttavia rilasciare ulteriori commenti. Il portavoce di Fca ha "girato" ogni richiesta di dichiarazione a Exor, il cui portavoce non ha però commentato l'incontro. Secondo quanto trapelato, Li stava cercando opzioni per espandere Geely fuori dalla Cina. Fca è la quarta casa automobilistica in Nord America e la quarta in Europa, tra le più grandi in Sud America, mentre è debole in Asia: Geely potrebbe essere un partner perfetto, e non solo geograficamente.

In un mondo che si rivolge ai suv e ai marchi premium, l'acquisto di Fca avrebbe consegnato a Geely un brand americano sinonimo di suv in tutto il mondo: la Jeep. Geely avrebbe ottenuto anche marchi sportivi molto noti, come Alfa Romeo e Maserati. Inoltre Fca avrebbe aggiunto 4,7 milioni di veicoli, 231.000 lavoratori, 162 stabilimenti e 87 centri di ricerca all'impero di Geely. Geely da parte sua è il secondo costruttore in Cina con 1,25 milioni di auto consegnate nel 2017 e a gennaio 2018 ha conosciuto un incremento delle vendite del 45%.

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La trattativa

Secondo Automotive News Europe, Exor e Geely hanno avuto contatti anche a Londra, lo scorso luglio. L'offerta iniziale di Li ha stimato Fca 25 miliardi di dollari, ma è stata respinta. Gli emissari di Geely hanno dunque alzato l'offerta a più di 27 miliardi di dollari, senza successo. Secondo i ben informati, due sono le possibili ragioni del naufragio della trattativa. La prima è che Exor abbia in mente di vendere l'impero Fca a pezzi, ottenendo così un valore cumulato più elevato dell'offerta di Li.

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In base a ciò, lo spin off di Magneti Marelli è la priorità di Marchionne, poi ci sarebbe da realizzare una società Alfa Romeo e Maserati, una Jeep e Dodge e poi le restanti attività in Sud America, Usa e Europa: tutte queste società sarebbero da vendere. La seconda teoria parla di un sì di Exor all'offerta, ma a patto di tenersi Alfa Romeo e Maserati. Geely a quel punto avrebbe rifiutato, concentrandosi sulla scalata alla Daimler.

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