Poche ore fa è morto Sergio Marchionne. Era ricoverato da giorni in terapia intensiva per via di alcune complicazioni sorte dopo un'operazione chirurgica alla spalla. Per gran parte del tempo, l'ospedale svizzero ha nascosto al pubblico quali fossero le sue reali condizioni di salute per il rispetto della privacy sui pazienti. Per giorni si è parlato di una presunta metastasi tumorale ma, alcune fonti vicine a Marchionne, hanno prontamente smentito la notizia. Stando a 'Il Sole 24 ore', il defunto manager non aveva un tumore ma sarebbe stato stroncato da un arresto cardiaco.
A rendere pubblica la notizia delle reali e gravi condizioni di Sergio Marchionne e che, a causa di queste, non sarebbe più potuto tornare a lavorare, è stato John Elkann tramite un comunicato ufficiale diramato sabato scorso.
Sergio Marchionne era ricoverato da giorni in condizioni irreversibili
Sergio Marchionne si trovava ricoverato da fine giugno all'ospedale di Zurigo in coma irreversibile. Non appena reso noto l'aggravarsi delle sue condizioni di salute, dalla FIAT le alte cariche dell'azienda hanno dovuto subito far fronte all'esigenza, quanto mai urgente, di nominare un successore che prendesse da subito in mano le redini della società. E così, nel pomeriggio di sabato, tramite la diffusione di un comunicato stampa ufficiale, John Elkann ha annunciato che l'ex manager non avrebbe più ripreso la sua attività e che il suo posto in FIAT sarebbe così stato assegnato a Mike Manley, mentre quello alla Ferrari a Louis Carey Camilleri.
Deceduto l'uomo che risollevò le sorti della Fiat
Sergio Marchionne è venuto a mancare all'età di 66 anni nella mattina del 25 luglio 2018. Lascia due figli e la compagna Manuela Battezzato. Per quanto riguarda la sfera professionale, il manager ha trascorso gli ultimi 14 anni nella storica azienda automobilistica FIAT, simbolo di quel made in Italy che fa scuola in tutto il mondo, risollevandone praticamente le sorti economiche e finanziarie facendola di fatto uscire dalla forte crisi in cui versava da tempo. Nacque nel 1952 a Chieti, il padre era un maresciallo dei Carabinieri mentre la madre era di origini venete-istriane. Quando il padre andò in pensione, l'intera famiglia si trasferì all'estero, in Canada.
In tutta la sua vita Sergio si è laureato ben 3 volte ed ha svolto vari mestieri. Dopo l'America si stabiliì in Italia e infine in Svizzera.
Quando arrivò alla FIAT, l'azienda era a un passo dal fallimento ma Marchionne attuò una vera e propria rivoluzione che di fatto, in tempi abbastanza brevi, riuscì a risollevarne le sorti. Il manager cambiò persino l'ambiente in cui gli operai della società torinese lavoravano perché, a voler usare le sue testuali parole, "come faccio a chiedere un prodotto di qualità agli operai e farli vivere in uno stabilimento degradato?".