Bandiera a scacchi all’Hungaroring e pausa estiva, per piloti e scuderie, per rinfrescarsi le idee. Prima metà di stagione complicata un po’ per tutti tra monoposto e regolamenti nuovi, regalando alla Formula 1 uno spettacolo che mancava da tempo. La Mercedes può sorridere; prima nella classifica piloti con Antonelli e prima nella classifica costrutti, nonostante i problemi sulla monoposto numero 63 di George Russell. Insegue Ferrari, grazie anche al buon avvio di stagione, portandosi dietro McLaren e RedBull. Il mondiale, però, è ancora lungo e come ci ha insegnato fino ad ora tutto è possibile.
A tal proposito può sorridere anche Aston Martin che, dopo gli sviluppi portati a Budapest, si schioda dalle ultime caselle della griglia ritrovandosi a lottare con il gruppo centrale.
Newey per la rinascita, Honda per il titolo
L’arrivo di Adrian Newey in Aston Martin avrebbe dovuto regalare al due volte campione del mondo Fernando Alonso, un posto in prima fila per la lotta mondiale. Così però non è stato anzi, come spesso è accaduto nella carriera dello spagnolo, la monoposto non è stata all’altezza del pilota. Le scuse del team principal inglese sono arrivate subito, ammettendo che la mole di lavoro ha portato la scuderia di Silverstone a velocizzare i tempi pur di portare una monoposto a Barcellona, nei test pre-stagionali.
Del lavoro in Inghilterra è stato fatto e vedere la propria macchina chiudere 13 e 14, dopo i soliti 21 e 22, ha regalato dei sorrisi in casa Aston Martin. La stagione ovviamente, come già accennato, è ancora lunga e c’è chi sogna in grande: Honda. La casa costruttrice giapponese è pronta con nuovi aggiornamenti in arrivo sulla power unit affermando, inoltre, di aver voluto ascoltare i suggerimenti del bi-campione spagnolo “ha 20 anni di esperienza e quindi sa come dovrebbe essere erogata l’energia in curva, di conseguenza dobbiamo ascoltare e rispettare la sua opinione” così Shintaro Orihara, capo ingegnere del reparto di Formula 1 in Honda. Quest’anno però la scuderia inglese, volendo essere realistici, ha poche speranze data la presenza di chi come Ferrari e Mercedes ha un progetto ben allestito da qualche tempo.
Nulla però toglie ad una prospettiva ben più longeva, provando a tornare tra le big entro il 2030 o, sognando in grande, già nel 2027 regalando a Fernando un terzo titolo che coronerebbe, e probabilmente chiuderebbe, una carriera tanto straordinaria quanto tortuosa.