Si è spento all'età di 66 anni Franco Baresi, ex capitano e bandiera del Milan e della nazionale italiana.
Dai campi di Travagliato al Milan
Nasce a Travagliato, in provincia di Brescia, l' maggio del 1960. Inizia a muovere i primi passi nel mondo del calcio nel paese dove vive all'USO San Michele di Travagliato. La società venne creata da don Piero Gabella nel 1968 come seconda squadra del paese; infatti mentre Franco giocava nell'USO il fratello Beppe se la vedeva nel campo dell'Aurora Travagliato (squadra più rinomata del paese grazie anche ai risultati, migliori, raggiunti nella sua storia).
La famiglia Baresi, quindi, si abitua fin da subito al derby in famiglia. I fratelli perdono la madre da ragazzini e, quando Franco aveva solo 17 anni, anche il padre. Settembrino era l'allenatore di Franco che promise alla famiglia "per quanto riguarda il calcio, ci penso io ai ragazzi". L'inter si fa avanti e prende Beppe, Franco viene scartato data la sua gracilità e, infatti, in paese veniva chiamato "franchino". Furono Settembrino e don Piero Gabella ad avere l'illuminazione: chiamare il Milan per una partita amichevole in modo da poter mettere il ragazzino. Il risultato fu dei migliori, gli osservatori del Milan rimasero a bocca aperta e decisero di portare nel capoluogo lombardo Franco.
Gli esordi e il coronamento della leggenda
Dopo essere stato scartato dall'Inter ed essere approdato al Milan esordisce il 23 aprile 1978, a soli 17 anni, in Serie A nella vittoria per 2-1 sul campo del Verona. Nella stagione successiva, grazie anche alla fiducia dell'allenatore Liedholm, conquistò un posto da titolare contribuendo alla vittoria dello Scudetto 1978-1979, il decimo della storia rossonera. Nel 1980, causa scandalo calcio scommesse e la retrocessione in Serie B, Baresi scelse di rimanere. Fu una decisione che consolidò il suo legame con il club, trasformandolo negli anni successivi la bandiera del Milan e il capitano simbolo di una delle squadre più forte di tutti i tempi. Sotto la guida di Arrigo Sacchi prima e Fabio Capello poi, consolidò la sua posizione da capitano e bandiera del Milan.
Con la maglia rossonera disputò oltre 700 partite ufficiali, conquistando sei campionati italiani, tre coppe intercontinentali, tre Champions League, tre Supercoppe Europee e quattro Supercoppe italiane.
Il 16 maggio 1997 annunciò il suo ritiro dal calcio giocato e, pochi mesi dopo, il Milan decise di ritirare la maglia numero 6, un omaggio riservato a pochissimi calciatori e simbolo del legame indissolubile tra Baresi e il club rossonero.
Con la nazionale italiana esordì nel 1982 e, nello stesso anno, fece parte della spedizione azzurra che conquistò il titolo mondiale in Spagna, pur senza scendere in campo. Divenne poi negli anni successivi una colonna ed esempio della difesa azzurra, partecipando ai Mondiali del 1986, 1990 e 1994.
Fu proprio a USA '94 che visse uno dei momenti più significativi della sua carriera: dopo un grave infortunio al menisco durante la fase a gironi, recuperò in tempi record tornando in campo nella finale contro il Brasile. L'Italia però perse ai rigori, con gli errori proprio di Franco Baresi prima e Roberto Baggio poi. Errore che non l'ha mai scalfito ne tanto meno ha scalfito la sua gloriosa carriera che lo ha consacrato tra i più grandi della storia. Conclusa l'attività agonistica, ha deciso di proseguire con il Milan ricoprendo incarichi dirigenziali e continuando a rappresentare i valori del club, e dell'uomo che è stato, in giro per il mondo.
Si stringe intorno ai suoi cari tutto il paese di Travagliato che lo ha sempre ammirato e sostenuto accogliendo, tutte le volte, come un eroe ma anche e soprattutto come proprio compaesano. Si esprime anche l'attuale sindaco del paese, Renato Pasinetti, il quale ha proclamato il lutto cittadino nelle giornate di lunedì 3 agosto e martedì 4 agosto per onorarne la memoria.