Un anno difficile e molto impegnativo si avvia a conclusione e ciò che emerge nel comportamento degli italiani è la ricerca di sopravvivenza per contrastare le difficili situazioni del mercato economico riflesse in ambito politico e sociale, portatrici, nella percezione collettiva, di una pervasiva inquietudine.

Il Censis focalizza la situazione con il suo 46° Rapporto sulla Situazione Sociale del Paese nel 2012 e in questo studio fotografa un’Italia in difficoltà nel reagire adeguatamente alle vicende che la scuotono e mostrando una certa immunodeficienza decisionale acquisita che non risponde adeguatamente alle sfide da affrontare in tempi brevi.

Le istituzioni politiche si sono dovute concentrare su rigore, riordino, contrasto a sprechi ed evasione, riconquista dell’affidabilità finanziaria internazionale e riforme che dessero un assetto strutturale più sostenibile all’agire istituzionale, ma la società civile e il tessuto produttivo privato, invece, si sono ritrovati in solitudine e in affanno.  

Il Censis nella ricerca evidenzia che in tutto questo agire imponente del governo i soggetti sociali non si sono sentiti coinvolti dall’azione riformatrice di rigore, crescita ed equità, per la sfiducia che alle iniziali iniziative parlamentari non seguissero delle attività di attuazione nei settori amministrativi e organizzativi con la sponda attesa di rinnovamento politico.

I cittadini avrebbero desiderato un percorso comune da fare insieme al governo piuttosto che semplicemente aderire a doverosi cambi di mentalità e di attitudini comportamentali e con ciò non si è attivata la scintilla che desse all’azione preparata e tecnica dell’attuale Governo lo “spessore in grado di generare forza psichica collettiva”.

La situazione sociale del Paese mostra tre spinte sociali:

  • riprendere e valorizzare ciò che funziona nel modello di sviluppo (impegno personale, famiglia, relazioni sociali di prossimità, solidarietà e associazionismo, territorio);
  • personalizzazione dei format di vendita, acquisti online, offerte a basso costo, gruppi di acquisto solidale, differenziazione dell’impiego dei media.
  • riposizionamento nella formazione verso percorsi più tecnico-professionali. Rivitalizzazione delle cooperative, dell'imprenditoria al femminile, ingresso di nuove start-up, espansione della distribuzione organizzata e più frequente ricorso al noleggio privato di auto e car-sharing. Nelle decisioni di spesa familiare vi è la cruciale presenza del “Responsabile familiare degli acquisti” con l’esigenza di volere avere informazioni chiare, più complete e trasparenti sui prodotti piuttosto che un involucro accattivante e ben disegnato dal punto di vista del marketing.

 

Milioni di persone da sole, a sopravvivere al vento sferzante della depressione economica, in intima tensione a cambiare certe abitudini consolidate nel tempo, si trovano a combattere a difesa di quello che può essere perduto per salvaguardare il proprio “essere altrimenti” italiani.