Si respira aria di distrazione politica cronica nel Paese Italia e un anno difficile, molto impegnativo, si avvia a conclusione. Vi è la tendenza a distrarsi con “cinguettii mediatici” continui per commentare ogni pensiero “spu(n)tato” sul web. Condivisioni social, mail e immagini web cliccate, “allungano” l’occhio sulla vita di tutti, accorciando, molte volte, il tempo utile nello sviluppo di un proprio pensare costruttivo e critico e, ancora, restringendo lo sguardo sull’immagine di sé (sofferente) incapace di trasmettere luce ed energia al Paese.

E’ “cinguettare piangendo sulle proprie miserie, incolpando tutto e tutti senza una saggia bussola di dove andare, più rinnovati nel cuore e vincenti nell’agire. Mostriamo difficoltà nel reagire alle vicende che ci scuotono e affetti da una certa immunodeficienza decisionale ci ritroviamo in solitudine e in affanno.

L’onda della distrazione arriva frequente, ci travolge ora a scatti or di continuo, in ogni ambito, anche a lavoro, più concentrati a commentare nefaste notizie, a divagare con mente e giochini, con molta voglia di scansare fatiche di ruoli e lasciando al “fato politico” risolvere opinabili spinose faccende. Ogni minuto c’è sempre il rischio di uscire dalla rotta dell’impegno responsabile.

L’attimo fugge e molti di noi fuggono con esso da sempre, senza fermare il “momento” che vale un’Italia intera. In politica, come a lavoro, sembra difficile ottenere un risultato completo e ben fatto, gli indici di cattiva gestione sono lampanti e twittare è impellente per essere visibili nell’invisibile routine ritagliatasi addosso.

Pensieri veloci e pensieri lenti, conclusioni fugaci, analisi mentali fast, furiose associazioni emotive amplificate dalla tecnologia che oggi corre alla sola velocità dei “pollici verso” sulle tastiere. Tempo che manca e che mai è abbastanza per fare riforme, per sanare delicate questioni, per prepararsi agli eventi, per creare lavoro, per riscoprirsi più uniti, per far trionfare il bene comune al male individuale, per rilanciare etica ed estetica di un agire politico volto a tracciare la ricchezza dei suoi spazi a rischio di perdere.

L’onda della distrazione vorrebbe anche contrastare l’onda di pessimismo diffuso ma restano due forti ondate negative che sommano i loro effetti e distolgono la mente infiacchendo l’umana speranza e velocizzando il tempo di rimanere deboli oppositori del “nulla” che avanza e ci prende a contatto anche in 140 caratteri, a nostra insaputa.