La notizia è di quelle in grado disegnare il corso della storia orientandone i futuri sviluppi: Papa BenedettoXVI ha annunciato nella giornata di ieri le proprie dimissioni. A partire dal 28 febbraio svestirà per sempre i panni di Pontefice per tornare ad indossarequelli di un semplice uomo.

Si, perché Benedetto XVI è questo, un uomo che ad un certo punto delproprio cammino si è accorto di non essere più in grado di sopportare il peso del compito che gli era statoaffidato. E poco importa se non ci si libera mai del peso della Croce o setutti saremo un giorno chiamati a rispondere delle nostre azioni dinanzi adun'autorità divina.

Del resto Benedetto XVI ha semplicementeesercitato una delle più preziose facoltà che Dio stesso ha concesso all'uomo, il libero arbitrio. Ha sceltoimboccando la via del coraggio edella verità, non come molti hannosostenuto della codardia o del tradimento.

Sin troppo scontato il paragone con Celestino V che il Sommo Dante collocòall'inferno e che lo stesso Benedetto XVI omaggiò nell'aprile del 2009; viltà ecodardia appartengono a chi in questo momento si scaglia contro un uomo indifficoltà, non dimorano certo nel cuore di chi ha scelto la via della veritàpur di non intraprendere un cammino fatto di menzogna e falsità.

Certo continuare a ricoprire il proprioruolo non avrebbe destato alcuna attenzione, sarebbe anzi passato inosservato; Benedetto XVI ha invece deciso dilasciare perché la missione di guidare gli uomini in terra indicando loro lavia del paradiso fosse condotta da chi fosse realmente in grado di compierla.

Joseph Aloisius Ratzinger non lo era più, ha guardatola propria immagine riflessa nello specchio e ha compreso che l'unica cosa dafare era smettere di essere Benedetto XVI il Papa, per tornare ad essereJoseph Ratzinger l'uomo.