"Poscia ch'io v'ebbi alcun riconosciuto, vidie conobbi l'ombra di colui che fece per viltade il gran rifiuto". Così dice Dante nel III Cantodell'Inferno di Celestino V, inrealtà la Chiesacattolica lo venera come Santo per tutto quello che ha saputo fare nel corsodella sua lunga vita di eremita e di ricerca ascetica.
Esattamente comePapa Benedetto XVI, Joseph Ratzingerche, divenuto nel 1981 Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede,vigilava sulla correttezza della dottrina cattolica. Anche Benedetto XVI però, come Celestino V, si è scontrato con il potere temporale ela secolarizzazione della Chiesa.
Perché un uomo eletto direttamente dallo SpiritoSanto, discendente diretto di Pietro ha voluto dimettersi?
L'età, i malanni, la stanchezza fisica e morale sono tutti motivi validi che il DirittoCanonico riconoscono come causa di dimissioni, ma possono questi aspetti sciogliereun contratto fra un uomo e Dio? Basti pensare che il Pontefice, al contrario diqualsiasi altra carica, non ha di fatto a chi consegnare le proprie dimissionise non a se stesso.
Ebbene noicrediamo di si. Crediamo che non siano gli scandali della pedofilia o i problemidello IOR, non siano neanche la Curia romana o i tradizionalisti di Lefebvre, nemmenole difficili scelte sul sacerdozio femminile o il celibato sacerdotale che abbianoportato a queste dimissioni.
Crediamo invece più semplicemente che un uomo arrivato ad un certopunto della propria vita possa voler ristabilire un rapporto nuovo con la propriafede.
Molti adessocercheranno chissà quali motivazioni o quali ricatti per dare una risposta a questa scelta. Il partito del complotto si inventerà chissà qualecongiura o cospirazione contro Benedetto XVI. Invece, molto più semplicemente,noi crediamo che l'uomo sia un essere imperfetto e come tale commetta moltierrori e ceda alle proprie debolezze e alle proprie paure, ma è per questo cheDio ci ha scelti come suoi interlocutori.