Come ampiamente previsto,dopo l'inizio di Sanremo 2013 sono scattate le polemiche. Il popolare comico Crozza è stato contestato da un ex consigliere regionale del PDL mentre presentava la sua versione di Silvio Berlusconi.

Il contestatore, Letterio Munafò, ha interrotto più volte la parte iniziale dell'intervento dello showman con fischi ed intimazioni a "non occuparsi di politica al Festival"; a lui si è unito uno sparuto manipolo di "seguaci" mentre la gran parte del pubblico cercava di coprire la gazzarra con applausi scroscianti. Soltanto a seguito dell'intervento da pacere di Fazio il comico ha potuto proseguire dopo aver chiarito come la sua sia "un'interpretazione della realtà e non propaganda politica." 

Su Twitter invece la gran parte dei commenti erano assai critici sia verso Crozza sia verso il Festival in generale.

In particolare, si eccepiva al comico di non aver cambiato il repertorio in vista di un appuntamento così importante mentre ai conduttori di non essere all'altezza del compito assegnato.

A mio modesto parere il problema non è stato tanto Crozza, ma proprio la scelta di invitare un comico la cui satira è rivolta in toto alla politica. Viste le infinite quanto poco edificanti polemiche che hanno preceduto lo show, una scelta diversa sarebbe stata auspicabile. Per fare un esempio chiamando Benigni le polemiche sull'appartenenza politica non sarebbero certo svanite, ma potevano essere facilmente mitigate da un monologo non prettamente politico. Chiamare Crozza è stato a mio avviso un clamoroso assist a coloro che aspettavano soltanto la minima occasione per scatenare la polemica.

Forse il problema è che la polemica fa audience, ma allora smettiamola con l'ipocrisia.

 Personalmente non ho trovato felice neppure la scelta dei conduttori, soprattutto per via della scarsa verve (con Bonolis sarebbe stata tutt'altra storia) e della non appartenenza al mondo della canzone. Se infatti si poteva perdonare a  Morandi qualche dimostrazione di dilettantismo nel ruolo per via del suo passato musicale, così non può essere per la Littizzetto che nel ruolo di spalla non ha per nulla convinto. Sarebbe stato preferibile ridurre la sua presenza ad un singolo intervento o perlomeno affiancarle una showgirl certamente più gradita al pubblico e più consona all'immaginario di Festival.

A mio avviso per quanto molte polemiche siano fuori luogo (il prudentissimo Fazio al comando dell'Armata Rossa non pare proprio credibile) o dettate da mera opportunità politica, qualche errore nell'organizzazione è stato commesso. Prova ne sia che il giorno successivo si parli quasi solamente di Crozza o dei conduttori e non dei cantanti o delle canzoni. E Sanremo fino a prova contraria è per l'appunto il Festival della canzone italiana.