Ad elezioni conclusela sinistra fa il mea culpa, è ormaichiaro che la formula che la decretavavincente utilizzando "l'usato sicuro"è completamente fallita.
Bersani, non ha convinto, non ha raggiuntola maggioranza e l'Italia si ritrova di fronte ad una situazione di ingovernabilità e di instabilità sui mercati, per nonparlare delle preoccupazioni chegiungono dalla stampa Estera.
Pier Luigi Bersani il 25 novembre si è visto vincitore neiconfronti di Renzi, il partito democratico quando ha avuto la possibilità dicambiare ha ridato fiducia al "passato", ora i più si chiedono, dandosi unarisposta affermativa, se non fosse stato meglio puntare sul "Rottamatore" perdare un'aria di freschezza ad unpartito ormai considerato da tanti elettori "obsoleto".
Sui social networkle esortazioni al ritorno in campo di Matteo Renzi sono innumerevoli, glielettori delusi sono certi che le cose sarebbero davvero cambiate con ilSindaco di Firenze candidato Leader.
Peccato che nessuno abbia avuto il coraggio di dare un voltonuovo, di lasciare il vecchio per il nuovo e di dare fiducia ad un giovane agguerrito e carismatico.
Il "Rottamatore" è comunquerisultato vincente, sebbene alle primarie non sia riuscito a rottamare, orainfatti gli elettori e lo stesso Pd lorimpiangono, e in fondo crediamo che un po' lui stia "gongolando" di questarivincita personale data dallagrande osannazione ricevuta dalle post-elezioni.
È chiaro che la sinistra può provare a ripartire solo da lui,attorno al suo nome potrebbe convergere un'eventualeintesa Berlusconi-Bersani. Nelle ore post-votodi assoluta incertezza di fronte ad un governo che vacilla, pare profilarsi unamaggioranza trasversale a guida Angelino Alfano o Matteo Renzi.