Lo scorso week end è stato caratterizzato dal continuo balletto tra le dichiarazioni contrastanti del fondatore del Movimento 5 stelle, Beppe Grillo, ed il leader del PD Pierluigi Bersani .

Bersani, dal canto suo, aveva provato il giorno dopo le elezioni ad aprire a Grillo, il quale non ha mai voluto sentir parlare di alleanze, o "inciuci".

Ora, questi altalenanti rifiuti dell' ex comico genovese, a qualunque tipo di dialogo, diventa abbastanza preoccupante; lo spread parla chiaro.

Una frase detta da Bersani, riflettendoci bene sopra, dà l'idea della situazione :

"Dopo di me il PD rimarrà, dopo Grillo?

"

La situazione comincia a preoccupare. Tutti speriamo  nell'attuazione delle riforme, fondamentali per l'Italia e per la sua economia, chi le farà  non interessa molto alla maggioranza degli italiani.

Ciò che preme è la riforma elettorale, la riduzione del numero di parlamentari e l'eliminazione della sovvenzione pubblica ai partiti (doveroso ricordare che il M5s ha raggiunto il 25 % senza sovvenzioni) , tanto per iniziare.

Un accordo su questi temi è fondamentale, la situazione dovrebbe preoccupare un po' tutti. Non ha più importanza in questo momento essere di "destra", o, di "sinistra".