In molti conoscono Michela Murgia per via del suo libro "Il mondo deve sapere", da cui il regista Paolo Virzì ha tratto un meraviglioso film sul precariato, "Tutta la vita davanti". La Murgia ha pubblicato in questi giorni sul suo sito un articolo relativo alle accuse mosse al papa Francesco I: media e social network hanno parlato di presunta misoginia, omofobia, connivenza al regime dittatoriale argentino. Tuttavia, la Murgia cerca di risalire alle fonti, dimostrando la loro infondatezza.
Su Francesco I si era pronunciato anche il regista Michael Moore, che aveva raccontato come il nuovo papa avesse dato la comunione a Jorge Rafael Videla.
Moore ha smentito quanto detto il giorno successivo, come riportato dalla Murgia, le sue prime affermazioni. Per quanto riguarda la connivenza al regime dittatoriale, voci autorevoli l'hanno smentita e non sono poche, si va dal premio Nobel per la Pace Adolfo Perez Esquivel fino ad Amnesty International, sempre secondo quanto scrive la Murgia, e assolutamente controllabile online.
Sulla presunta misoginia di papa Bergoglio, la Murgia evidenzia come la sola fonte citata sia in realtà l'agenzia di stampa Telam, ma l'unica traccia di questa fonte non è sul sito della fonte stessa, bensì su una pagina di Yahoo Answers, che cita la Telam senza riportare il link.
La sola cosa che trova riscontro, quindi, nella dissertazione della Murgia, è che Bergoglio abbia affermato che il matrimonio gay sia "la distruzione del piano di Dio".
E anche a questo proposito la chiosa di Michela Murgia invita a riflettere: "Io in questi giorni ho scoperto tre cose fondamentali per la ridefinizione del mio concetto di ridicolo: la prima è che è pieno di gente che cinque minuti dopo l'elezione del papa aveva già letto e sottolineato tutta la bibliografia di Verbitsky ed era in grado di citarla a braccio almeno per 140 caratteri. La seconda è che è pieno di gente sinceramente sorpresa che il conclave non abbia eletto papa un attivista dei diritti LGBT. La terza è che ci sono giornalisti che riportano senza uno straccio di contraddittorio qualunque parzialissima opinione virgolettata e poi sono convinti di passare per neutrali aggiungendo frasi come «io comunque non ho un'opinione certa sulla sua colpevolezza». Non si finisce mai di imparare".