Dopo il Conclave cardinalizio per le elezioni del Papa, si prepara un altro conclave, questa volta politico, che avrà il compito di eleggere il nuovo Presidente della Repubblica a partire dal 18 aprile 2013 con la prima votazione.

Chi elegge il Presidente della Repubblica

Saranno 1007 i cosiddetti "grandi elettori", tre delegati per ogni Regione (19), eccezion fatta per la Valle d'Aosta che sarà rappresentata da un solo delegato. In tutto fanno 58 elettori-delegati, a cui si aggiungono i rappresentanti del Parlamento, 630 deputati e 315 senatori, e ancora i senatori a vita che attualmente sono quattro, ed ecco che si arriva al totale di 1007, salvo assenze, come per esempio quella di Andreotti che sembra probabile a causa di problemi di salute.

Secondo la Costituzione, i criteri per la scelta dei delegati regionali, deve tener conto della necessità di rappresentare in modo adeguato le minoranze, e prevede dunque che uno dei tre "grandi elettori", faccia parte dell'opposizione della giunta Regionale.

Modalità votazioni per il Presidente della Repubblica

Il 18 aprile 2013, dunque, si procederà alla prima votazione, rigorosamente a scrutinio segreto, per il cui buon esito (tipo fumata bianca per rimanere in ambito conclave), è indispensabile si raggiunga la maggioranza dei due terzi, nel caso specifico delle elezioni per il Presidente della Repubblica 2013, parliamo di 671 membri, la stessa regola vale anche per le due successive votazioni.

Alla quarta votazione invece, è sufficiente la maggioranza assoluta, ovvero in questo caso, 504 membri (la metà + 1 dei votanti). Il Centrosinistra è rappresentato da 490 elettori, per cui raccogliendo una manciata di delegati auspicabilmente fra Scelta Civica e/o Movimento 5 Stelle, potrebbe in teoria monopolizzare l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica.

I papabili

In pratica le cose sono diverse attualmente, la spaccatura del PD, provocata da Matteo Renzi e non solo, toglierebbe una parte non trascurabile alla maggioranza Bersani, a questo punto chi sono i papabili?

Se votasse la cittadinanza, secondo diversi sondaggi, in testa ai consensi ci sarebbe Emma Bonino che stacca gli altri papabili, ma a quanto pare, delegati e Parlamento la pensano diversamente.

Sembra essere molto papabile Romano Prodi, anche se Berlusconi non ne gioirebbe certamente. Sempre presente il nome di Giuliano Amato, a cui evidentemente tre pensioni e vitalizi vari non bastano!

Si parla di Massimo D'Alema che potrebbe piacere anche una parte del PDL, e ancora di Franco Marini (ex presidente del Senato), dell'attuale ministro degli interni, Anna Maria Cancellieri, poi c'è il fido di Berlusconi, Gianni Letta, il capogruppo al Senato del PD, Anna Finocchiaro, e per finire, l'improbabile Mario Monti.

Ma questi sono i papabili in seno alla classe politica, dando uno sguardo a personalità della società civile, ecco i nomi di Gino Strada (fondatore di Emergency), il politico e giurista italiano Stefano Rodotà, l'unico candidato che potrebbe trovare consenso anche fra i grillini in Parlamento, infine Gustavo Zagrebelsky, un altro giurista.

Se l'elezione del Presidente della Repubblica, dovesse seguire quella del Papa, tutti questi nomi potrebbero essere bruciati, ma appare improbabile che la "vecchia" politica italiana, faccia di queste sorprese, che fra l'altro sarebbero gradite agli italiani che degli stessi nomi, a quanto sembra non ne possono più!