Sono trascorsi già 29 giorni da quando il nuovo Parlamento è stato convocato per la sua prima seduta. Un mese di inattività delle due camere, perché nessun atto è stato prodotto in questo periodo, è già costato alla collettività 180 milioni di euro. Il calcolo è stato effettuato da Panorama attingendo i dati dai progetti di bilancio di Camera e Senato per il 2012, tenuto conto delle indennità di deputati e senatori, delle spese sostenute per l'esercizio delle loro funzioni, delle somme trasferite ai vari gruppi parlamentari, della retribuzione del personale e delle spese di gestione e mantenimento delle due camere.
Una situazione di stallo che rappresenta un'anomalia nel panorama istituzionale italiano in quanto, a distanza di 46 giorni dalle elezioni politiche, non è stato ancora formato il nuovo governo, mentre è ancora in carica il vecchio governo dimissionario, capitanato da un Presidente del Consiglio, Mario Monti, che ha partecipato alle ultime elezioni politiche uscendone con la bocciatura da parte degli italiani, e sorretto soltanto da un Presidente della Repubblica che pare nulla voglia cambiare fino alla nomina del suo successore.
Una paralisi della macchina politico-istituzionale che però continua giornalmente a bruciare denaro pubblico inutilmente senza che nessuno pensi minimamente di tirare il freno mentre il Paese sprofonda in una crisi economica che non ha precedenti.
E' di questi giorni l'allarme lanciato dalla Commissione Europea sugli squilibri macroeconomici dell'Italia dovuti all'elevato debito pubblico e alla perdita di competitività, mentre proprio ieri l'Istat ha comunicato che negli ultimi 5 anni le persone disoccupate sono aumentate di 1,2 milioni di unità.