Renzi potrebbe prenderein mano il destino del paese: il Sindaco di Firenze è in grande ascesa per diventare il nuovo Primo Ministro. O almenocosì dicono, con forza crescente, i bene informati che assistono al travagliodel nuovo Governo della Repubblica, l’atto iniziale del Napolitano-bis.

I primi a lanciare MatteoRenzi verso Palazzo Chigi sono stati i Giovani Turchi, in nomedi un non meglio precisato patto generazionale. I giovani stanno con i giovani,il rinnovamento sta con il rinnovamento, e poco importa se fino a qualchegiorno fa chi dettava la linea della prima “corrente orientale” del PD era unferoce bersaniano.

D’altro canto, avranno pensato, meglio provare a lanciare ilcarro di chi può vincere piuttosto che affondare col carro di chi ha giàsicuramente perso. La mossa laterale dei Turchi Orfini e Orlando lascia un po’spaesati, perché ricorda il leit motiv del “le donne con le donne, aprescindere dalle idee che hanno”, ma in questo caso può essere decisiva peraprire una fase nuova. E di gran beneficio al Paese.

L’accelerazione imposta dai Turchi, e il repentino vialibera di Renzi arrivato a strettissimo giro, nascondono una grande paura dell’ala riformista del PD: Bersani sta ancorameditando se congelare, o ritirare, le proprie dimissioni. E traghettare il PDad un congresso in autunno. Di fatto, questo significherebbe fermare il cambiamento,congelare la situazione.

Affossando il grande vento di rivolta che ha di fattoazzerato i vertici di un partito. I vecchi capi movimento non si sentono ancoradel tutto sconfitti ed una quadra last minute è sempre possibile: rompere gli equilibri non fa comodo a molti dentroil partito. Sarebbe come cercare di fermare una rivoluzione per decreto, ma alle capacità oniriche del PD ormai abbiamo già avuto prova inconfutabile.

Ma schierarsi apertamente contro la Rivoluzione d’Aprile che staattraversando il PD oggi non fa certo tendenza. E questo giustifica la risposta complessivamente positiva del verticedel PD alla provocazione “RenziPremier”. Massimo D’Alema e Valter Veltroni hanno aperto la strada alSindaco di Firenze ed anche Franceschini e Letta non sembrano contrari.

Unbinomio Letta segretario del partito e Renzi premier potrebbe in effetti essereun modo pragmatico per cementificare gli equilibri interni rinnovando in continuità sostanziale il partito.

Renzi ha già dato ilsuo ok all’operazione e trovato i primi alleati anche fuori dal PD. Ilcentro destra, con finto distacco, applaude: il Corriere della Sera riporta ilvia libera di Casini. Ed è difficile che sia proprio Berlusconi a mettersi ditraverso: Renzi ha più volte indicato il Signore di Arcore come “il rivale”, ma non come “ilnemico”, e di questo l’ex presidente del consiglio ha sempre reso merito algiovane toscano.

Ci chiedevamo Sabato se il futuro del PD, con Matteo Renziche sembrava nella polvera, fosse già finito. Il bambino cresce. Il futuro puòessere appena cominciato.