Peppino Impastato fu ucciso nella notte tra l'8 ed il 9 maggio del 1978. Siciliano, di famiglia mafiosa, ma poi, ribellandosi alla sua origine, divenuto attivista politico della sinistra e giornalista che, attraverso "Radio Aut", denunciava la Mafia a Cinisi (provincia di Palermo) scagliandosi contro i loschi affari del mafioso don Gaetano Badalamenti, bovaro arricchitosi attraverso la gestione dello spaccio della droga.

A trentacinque anni dall'omicidio, per mantenere viva la memoria e la lotta alla criminalità organizzata, è stato realizzato "Munizza" (in siciliano "immondizia"), un cortometraggio. Altra iniziativa legata alla memoria di Impastato è una petizione online di "Radio 100 passi" (radio che prende il suo nome proprio dalla vita di Impastato) rivolta al presidente della regione Sicilia, Rosario Crocetta per tutelare come luogo della memoria il casolare in cui avvenne l'omicidio.

L'appello riporta le parole di Giovanni Impastato sul casolare in cui suo fratello fu ucciso: "Mi chiedo se sia un paese civile quello che ricopre con l'immondizia il sangue di mio fratello. È vergognoso, quel casolare è il luogo della memoria più importante della Sicilia che ha lottato contro la mafia. Mi chiedono di mettere almeno una targa, ma il tetto è rotto e il proprietario porta qui le mucche a pascolare. Qualche giorno fa mi sono recato sul posto insieme a una scolaresca di ragazzi del Nord, ma ho bloccato tutto perché ho provato vergogna. Non dico di mettere il tappeto rosso, ma il sindaco potrebbe almeno vigilare sulla pulizia facendo leva sul proprietario. È una questione di dignità, noi qui abbiamo trovato il sangue di Peppino. Mi vado sempre più convincendo che la memoria di Peppino non interessa più a nessuno. Neanche a quelli che dicono di volerla difendere, fra le istituzioni e la cosiddetta società civile. La verità è che siamo stati abbandonati da tutti". Quel casolare era stato vincolato come luogo di memoria, ma poi è andata diversamente, diventando di fatto una discarica.

Sull'omicidio le indagini continuano, dopo tutto questo tempo. Il caso è tutt'altro che da archiviare e si pensa ci possa essere qualche altro mandante e qualche altro movente. La modalità dell'assassinio, infatti, non è tipicamente mafiosa e potrebbe ricollegarsi alle modalità terroristiche/militari. Non dimentichiamoci che l'assassinio avvenne negli anni di piombo, nel periodo delle stragi, in particolare nello stesso giorno, mese ed anno dell'omicidio del politico democristiano Aldo Moro. Grazie anche al volere del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, infatti, è stato scelto, nella scorsa legislatura, il 9 maggio come giorno per ricordare le vittime del terrorismo.

L'inchiesta sull'omicidio di Impastato portò inizialmente a far credere che fosse lui, la vittima, ad essere un terrorista, morto mentre preparava un attentato, in una sorta di incidente "sul lavoro". Moltissimi anni dopo per l'omicidio Impastato si è dato finalmente l'ergastolo al mafioso Badalamenti.

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