Genova si stringe nell'ultimo abbraccio al "prete di strada" Don Andrea Gallo. I funerali saranno celebrati dal cardinale Angelo Bagnasco sabato 25 maggio alle ore 11.30 nella Chiesa del Carmine.

Sul feretro di Don Gallo, custodito nella camera ardente allestita nella chiesa di San Benedetto al Porto, una copia della Bibbia e una della Costituzione, uno dei suoi sigari, il suo cappello, la sua sciarpa rossa, la bandiera della pace, quella del Genoa e quella dell'Anpi.

Ma chi era Don Andrea Gallo, "sacerdote degli ultimi", che durante la sua vita è stato così tanto amato e altrettanto considerato "scomodo"?

Don Andrea nasce a Genova il 18 luglio 1928. Entrò nel 1948 nel noviziato dei salesiani di Varazze, proseguendo gli studi a Roma. Nel 1953 chiese di partire per le missioni e venne mandato a San Paolo in Brasile, ma il clima insopportabile per lui dovuto alla dittatura, lo costrinse a tornare in Italia. Continuò gli studi ad Ivrea dove venne ordinato presbitero nel 1959.

Nel 1960 venne inviato come cappellano alla nave scuola della Garaventa, riformatorio per minori. Nel 1964 decise di lasciare la congregazione salesiana chiedendo di incardinarsi nella diocesi genovese, cosa che ottenne e dalla quale fu inviato a Capraia con l'incarico di cappellano del carcere. Dopo due mesi venne destinato in qualità di vice parroco alla parrocchia del Carmine dove rimase sino al 1970, anno in cui il Cardinale Siri, in seguito a dichiarazioni definite troppo "comuniste" di Don Andrea, lo trasferì nuovamente a Capraia.

Don Gallo rifiutò l'incarico e qualche tempo dopo venne accolto dal parroco di San Benedetto al Porto, don Federico Rebora, ed insieme ad un piccolo gruppo di persone diede vita alla sua Comunità. Da allora ha dedicato la sua vita per la pace e si è impegnato per il recupero degli emarginati.

Ha partecipato a campagne per la legalizzazione delle droghe leggere e ha dedicato la sua vita anche alla difesa dei diritti degli omosessuali. Nel giugno 2009 partecipa al Genova Pride, lamentando le incertezze da parte della Chiesa nei confronti di questo tema. Don Gallo ha anche presentato il primo calendario di Transessuali della storia italiana, con le Trans del Centro Storico di Genova. E nel 2011 durante la manifestazione "Mardi Gras"tenutasi a Torre del Lago Puccini è stato premiato come Personaggio Gay dell'Anno.

Don Andrea Gallo era sostanzialmente un anarchico, "scomodo" per la Chiesa, leader spirituale e politico. Si schierò dalla parte dei giovani durante il G8 del 2001 e più recentemente con il gruppo No Tav.

Nell'ultimo tweet, alcuni giorni fà scrisse: "Sogno una Chiesa non separata dagli altri, che non sia sempre pronta a condannare, ma sia solidale, compagna." Questo vuole essere un piccolo tributo, un saluto ad un personaggio anticonvenzionale ma dotato di una tale umanità da renderlo unico, speciale e da tanti visto come un faro nella notte.