Fino al 2007, in un'economia globale, pareva che il sistema fosse perfetto. I consumi alimentavano una crescita che sembrava infinita. Peccato che i consumi fossero basati sul debito, sui mutui, non sulla ricchezza delle famiglie. Quando i debiti sono diventati inesigibili il sistema è crollato di colpo come un castello di carte, con devastanti ripercussioni a livello planetario.
I primi ad essere colpiti sono stati i beni durevoli, le case, il mercato dell'auto… poi tutto l'indotto. Le Borse persero il 20% in pochi giorni e continuarono a perdere.
I sofisticati prodotti finanziari, i cosiddetti derivati, si rivelarono una trappola rovinosa, di proporzioni superiori ad ogni immaginazione.
Gli istituti di credito dovettero essere salvati a spese della comunità, per salvaguardare i correntisti e i risparmiatori. Non ci siamo ancora ripresi, l'onda lunga della crisi ha investito tutte le economie occidentali, arrivando fino ai settori portanti, come le piccole e medie imprese. Era dal 1929 che non si vedeva un disastro simile. Che fare? Dalla crisi del 1929 si uscì con una guerra mondiale, che diede impulso a investimenti bellici e cambiò il mondo. Non possiamo certo augurarci qualcosa di simile. Il "passo indietro" obbligato delle famiglie non risolve la situazione, senza consumi le aziende non pagano gli stipendi, i contributi, o chiudono e la disoccupazione aumenta.
Riaprire il rubinetto del credito indiscriminato "a tutti"? Le banche già scottate non sarebbero disponibili e poi… perché ricreare le situazioni che hanno portato alla crisi? Non aspettiamoci troppo dal governo, è impegnato a cercare soldi per pagare pensioni, stipendi, cassa integrazione… tutte cose in effetti fondamentali.
I discorsi sul lavoro restano solo dichiarazioni di intenti, le iniziative si scontrano con le necessità di cassa. Questo deprime anche gli investimenti in strutture pubbliche, strade, ponti… vince il principio della "priorità". Una risposta potrà essere a livello globale, soprattutto europeo. L'abbandono di politiche restrittive, di "austerità a tutti i costi" potrà forse favorire le basi di una ripresa.
Allora anche l'accesso al credito potrà essere più disponibile. Forse gli ingranaggi dell'economia riprenderanno a girare. Se succederà, sarà un processo lento, non improvviso come la crisi, ma non si vedono alternative.