Con Giulio Andreotti se ne va quasi un secolo di storia d'Italia, che lo ha visto sempre protagonista. Il dopo guerra, la Costituzione, le elezioni del '48, la guerra fredda, la Democrazia cristiana, gli "anni di piombo", i processi di mafia… Ha vissuto gli eventi in prima fila, con l'ironia che gli era propria. .. e ne è uscito sempre vincente.
Celebre e inimitabile il suo detto "Il potere logora chi non ce l'ha". Lui il potere lo ha sempre avuto, sette volte premier, più volte ministro, senatore a vita, vicino a papi e cardinali, corteggiato da registi e artisti, apprezzato anche oltre la cortina di ferro… una vita pubblica sempre in prima pagina, ma che custodiva segreti, che se ne sono andati con lui.
Una fama di spregiudicatezza e cinismo che amava alimentare, un vezzo che richiamava i papi del Rinascimento. E molto di rinascimentale Andreotti lo aveva, anche nelle sue espressioni più popolari, la passione per il calcio, la frequentazione di attori… lui restava "il papa laico". Possiamo trovare personaggi al suo livello solo in Indro Montanelli o in Enrico Cuccia, che non lo amavano. Inevitabile che non avesse nemici o detrattori, ma li ha seppelliti tutti, sia nelle aule dei tribunali, sia semplicemente lasciando che il tempo facesse il suo corso. Ha ricordato che da bambino accompagnava il prete ad assistere i moribondi, il religioso diceva quanto sarebbe durata l'agonia… e non sbagliava. Come mettersi contro un personaggio simile? Che riposi in pace, anche belzebù sarà intimorito ad avere a che fare con lui.