Pubblicato il 14° Rapporto di Save the Children sullo "Stato delle madri nel mondo", in occasione della festa della mamma. Si tratta di un'analisi, compiuta su 176 Paesi, basata su cinque fattori: 1) Salute materna e rischio di morte per parto; 2) Benessere dei bambini e tasso di mortalità entro i 5 anni; 3) grado di istruzione; 4) condizioni economiche e PIL procapite; 5) partecipazione politica delle donne al governo.

È nell'Africa sub-sahariana che troviamo gli ultimi dieci Paesi della classifica stilata da Save the Children. In quei paesi una donna su trenta muore tutt'oggi per cause relative a gravidanza e parto ed addirittura un milione di neonati non va oltre le prime 24 ore di vita.

Al diciassettesimo posto troviamo l'Italia. Abbiamo numeri di certo confortanti relativamente al tasso di mortalità per cause legate a gravidanze o parto (1 su 20.300) così come al tasso di mortalità infantile (3,7 su 1.000 nati vivi). Buono il numero di anni di formazione scolastica femminile: la media di sedici anni. Scarsa, invece, il tasso di partecipazione politica femminile (20,6%). Ha avuto un aumento con le ultime elezioni, ma siamo addirittura e di molto al di sotto di Mozambico (39%), Angola (38%) ed Afghanistan (27%).

Ancor più in basso dell'Italia però si trovano gli Stati Uniti d'America, al trentesimo posto. Gli USA, infatti, sono, tra i Paesi più ricchi al primo posto relativamente al tasso di mortalità infantile. Ogni anno più di 11.000 neonati muoiono negli USA prima di arrivare a 24 ore di vita.

In generale nel mondo il tasso di mortalità entro i primi cinque anni è diminuito del 40% dal 1990. La mortalità legata alla maternità si è abbassata, sempre dal 1990, del 50%. Sono sempre tante, però, le donne che ogni giorno muoiono per cause legate a gravidanza o parto: 800.

Il 98% delle morti dei neonati ed il 99% delle morti delle mamme è concentrata nei Paesi in via di sviluppo, carenti dal punto di vista sanitario. È il Congo a chiudere la classifica. Sempre grandissima, quindi, la disparità tra Nord e Sud del mondo. Per esempio, le finlandesi hanno diciassette anni di istruzione in media, mentre le somali solo due.

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