Ha preso il via il 22 luglio il processo alla Femen tunisina Amina Sboui nelle auledel tribunale di M'saken a circa 150 km dalla capitale: le accusesono di oltraggio e diffamazione, per le qualirischierebbe due anni di carcere.
L'arresto, avvenuto il 19 maggioscorso, era avvenuto al seguito di una scritta "femen" che lastessa Amina aveva fatto sui muri del cimitero adiacente la moscheadi Kaiuran, mentre l'accusa di oltraggio le è stata mossa daquattro secondini del carcere dove era detenuta. Gli stessi capidi accusa (oltraggio e diffamazione) sono stati mossi nei confrontidi un'altra Femen tunisina, Rabiaa.
Dal banco degli imputatiAmina Sboui ha denunciato il trattamento subito dopo la sua carcerazione"Mi processano perché ho denunciato le torture e le violenzeesercitate sui detenuti". Il processo è stato protetto da unimponente dispositivo di uomini e mezzi da parte delle forzedell'ordine. Altro capo di accusa nei confronti della ragazza è ilpossesso di uno spray anti aggressione per il quale le è giàstata comminata una multa.
Il movimento Femen è nato in Ucrainanel 2008 e presto è diventato famoso in tutto il mondo anche peril modo originale provocatorio del modo di agire delle attiviste aseno nudo: daa Kiev il fenomeno si è esteso ad altri paesi, Italiacompresa, mentre a Parigi un incendio di origine dolosa hadevastato una delle sedi francesi del movimento.
Il fatto chetale movimento abbia coinvolto anche ragazze del mondo arabo, dove lacomponente confessionale è predominante nell'organizzazione socialee politica, dimostra il coraggio e la determinazione di questedonne disposte a mettere in gioco il loro corpo a favore di una causadi emancipazione.
A fronte delle polemiche innescate dalla propostadella Presidente della Camera Laura Boldrini, di mettere albando il concorso di Miss Italia, fa da contraltare questodiverso intendere il corpo femminile, sicuramente molto più incisivoin un processo di liberazione da tradizioni maschiliste oramaiobsolete.