Mentre il Paese, in questi anni, si preoccupava di Berlusconi e Bersani, o chiunque altro che fosse sulla scena politica, c'era e c'è un mondo di cittadini che lavorano tanto e soffrono di privazioni, di fatica e usura da lavoro e da sofferenze, di cui chi occupa posti di prestigio non si occupa affatto e mai se n'è occupato.
La politica, si sa, ha perso la sua funzione, cioè occuparsi della polis, dal greco "πόλις", che significa città, non un ente astratto e strutturale, ma il gruppo che la compone e il bene di questo gruppo non di alcuni ma di tutti.
Ai tempi dei famigerati 200.000 mila tagli nella scuola sono state usate parole vergognose dando l'appellativo di "mantenuti dallo Stato", a docenti e personale Ata (soprattutto in questo ambito i tagli sono stati davvero drastici), preziosi collaboratori e amministrativi che dietro retribuzione offrivano il proprio lavoro nell'Istruzione, un mondo che manda avanti la cultura del paese e cresce capaci e abili professionisti.
La politica, forse i nostri deputati e senatori non lo sanno, fa pure quello: il suo scopo è "mantenere i cittadini", e non disinteressarsi di chi soffre e di chi vive in privazioni fisiche e psicologiche, il risultato di sofferenze e di lavoro duro.
Cittadini che non sanno cosa sia una vacanza, un centro benessere, una serata ad un ristorante a 5 stelle, o un bungalow da 30.000 euro, ma anche da pochi centinaia di euro, hanno case modeste e vivono in condizioni di indigenza o di povertà anche se non manca nelle loro casa di che mangiare, e non ha derubato lo Stato o il prossimo ma ciò che hanno è il prodotto delle loro fatiche che condividono in famiglia, con conoscenti, parenti e amici.
In Italia, la politica è diventata un mucchio di chiacchiere e di polemiche, di colpi bassi che riempiono giornali e programmi tv, per i politici andare in tv e raccontare frottole avendo i conti in banca pieni di soldi è semplice invece la gente comune è al collasso fisico e mentale diventa ogni giorno più capace di gesti estremi.
L'Avaro di Molierè potrebbe essere molto istruttivo per molti politici che anziché occuparsi della res pubblica si occupa solo della "cosa propria", i cittadini non hanno più forze per lottare, sono sfiniti e senza vita portano in giro le loro esistenze come automi esasperati e fuori di sè.
Contadini, operai, piccoli commercianti, artigiani, per non parlare di coloro che sono anni che vivono grazie all'invalidità, una miseria di 280 euro, che sono malati e senza assistenza e nessuno c'è ad accudirli se non parenti che spesso non hanno la preparazione medica per farlo e la forza.
E che dire di chi vive nelle zone dove purtroppo ci sono varie forme di mafia, schiacciati da un sistema che non li aiuta. Fare un giro nelle campagne calabresi, siciliane, pugliesi ma anche piemontesi e nell'entroterra del napoletano sarebbe molto istruttivo per i nostri politici, nelle case di cittadini che hanno malati in casa e che non possono accudire e curare come si dovrebbe per problemi di salute e di età avanzata.
Le Regioni, le Province, i Comuni, le amministrazioni, gli ospedali e le Asl questo devono fare occuparsi dei cittadini usurati e abbattuti prendersene cura come farebbe una famiglia dando loro nuova vita e sostegno, con assistenza e con facilitazioni, con lo smaltimento di pratiche, anche andando casa per casa, per aiutarli e ridurre le difficoltà che l'ignoranza, la povertà non permette loro di superare.
Invece questi enti che fanno? Le Regioni lo sappiamo tutti che cosa hanno combinato, c'è stato un ri-dimensionamento delle scuole che poteva essere impugnato, grazie all'intervento della Corte Costituzionale che ha demandato non allo Stato ma alle Regioni, il compito di decidere delle proprie scuole e invece che lasciare tanti piccoli istituti hanno creato nuovi super istituti di grandi dimensioni togliendo altri posti di lavoro e creando disagi a bambini e adulti che cominciano da piccoli a stancarsi e fare la vita da pendolari.
Tagli hanno colpito sia la sanità, la sicurezza, i trasporti sempre meno servizi più tasse ma non sembra che sia migliorata affatto la condizione del debito pubblico.
E allora perché hanno ridotto così il Paese?