La parola "prestito" è un termine odiato da molti, ma la crisi e le tante società creditizie che hanno truffato i cittadini l'hanno resa ancora più temibile.

Molte società e grandi imprese sono nate grazie ad un'idea geniale e ad un gruppo di persone affidabili, oltre che lavoratori instancabili ed efficienti. La fortuna di una società la fa sempre un team di persone capaci e in gamba, oltre che l'idea di impresa e la capacità d gestire le ricchezze a disposizione.

A parte i casi di richiesta di prestiti che sono andati a buon fine e sono stati estinti senza danno alcuno, ci sono stati quelli in cui invece non è andato tutto per il meglio e i richiedenti sono così finiti sul lastrico.

Oggi più che mai se ne sentono di questi casi, perché il rischio che in partenza non si è potuto prevedere si è verificato in un secondo momento.

La crisi in corso da anni e la chiusura di molte attività era un fatto che molti richiedenti non avrebbero mai previsto. Un banale prestito per il quale avevano dato garanzie sui beni personali, come casa propria o anche di un parente, ha finito per travolgerli e far diventare la propria casa lo strumento su cui la banca si rivale in caso di mancato rimborso.

Il problema di questi cittadini, quindi, al tempo in cui hanno richiesto il prestito, è stato quello di non tenere in considerazione i rischi e di fidarsi troppo della propria capacità di superare i momenti di crisi finanziaria.

Quando un imprenditore avvia una nuova attività, sebbene sicura, c'è il grosso rischio grosso di fallire; per poter andare sul sicuro prima di chiedere un prestito si deve poter contare non sulla propria abitazione principale, ma per esempio su beni che, se dovessero diventare oggetto delle mire della banca o della società creditizia, non determinino una perdita che può rovinare la vita al debitore.

Purtroppo spesso non si dispone di questi beni secondari e in questi casi si dovrebbe evitare di chiedere un prestito perché non c'è nessuna certezza che tutto andrà bene. In questi casi, è proprio il caso di dire che "non si deve fare il passo più lungo della gamba".

Poi si dice spesso che le banche non concedono prestiti a chi non ha la possibilità di rimborsare o non ha uno stipendio o beni da dare in garanzia; è un luogo comune, ma c'è da dire che l'istituto bancario, negando il prestito, fa un "favore" al proprio cliente, evitando di farlo finire sul lastrico per poi intraprendere un cammino che potrebbe portare a un finale con esito tragico.

Molte imprese sono costrette oggi a dover ricorrere a prestiti per non chiudere la propria attività dopo anni di successi a questa unica soluzione, perchè hanno necessità di liquidità immediata a cui far fronte quindi che si fa? Forse è meglio ricorrere ad altre vie, diverse, per non chiudere e modificare l'assetto e le fondamenta dell'impresa con la scelta di riduzione di prezzi o novità commerciali a costi più bassi.

Il prestito è una soluzione, ma potrebbe rivelarsi l'inizio della propria fine.