La più famosa maratona del mondo, mestamente cancellata lo scorso anno per i timori suscitati dall' uragano Sandy, è tornata a vivere, ha ripreso il suo prestigioso posto nel calendario internazionale. 

Per la cronaca, si sono viste due gare incerte e appassionanti, vinte da Geoffrey Mutai, tra i maschi e Priscah Jeptto, tra le donne, due keniani e non è una novità. Per noi italiani quinto posto per Valeria Straneo, un tantino deludente e decimo per Daniele Meucci, promettente, se si considera che è solamente  alla seconda maratona.

Ma, al di là dell'aspetto puramente tecnico-sportivo, quello che vorrei evidenziare è l'ineguagliabile fascino che questa corsa, indubbiamente la più celebre 42,195 km al mondo, emana.

Saranno l'imponente partecipazione e l'immancabile entusiasmo degli abitanti di New York che l'accompagnano, saranno il fascino e la singolarità dei luoghi che percorre e attraversa, sarà lo spettacolo di colori messo in scena dalla natura e dagli organizzatori oltre che dai variopinti e folcloristici partecipanti, fatto sta che si assiste ad una entusiasmante ed unica festa dello sport, che cattura e che solo gli americani sanno offrire. Ci si siede davanti al televisore e si sta lì affascinati e incantati a seguire lo spettacolo fatto di folla e di colori, per oltre due ore.

Bentornata dunque sovrana incontrastata delle maratone e che tu sia ogni anno di più una grande festa per la gente e per lo sport, un momento di divertimento e di gioia in un vivere quotidiano ed in un mondo che non perdono mai occasione per mostrare violenze, crudeltà e disumanità..