Sono mesi checon cadenza giornaliera leggiamo sul web ed ascoltiamo in Tv notizie riguardantiil metodo stamina dell'esperto di marketing Davide Vannoni. Ebbene si, Vannoni non è un medico, non è unricercatore che ha trascorso la propria vita a sviluppare e sperimentare unmetodo sicuro e testato, ma da anni cerca di somministrare a persone con malattierare, neurodegenerative, una cura illegale in quanto non approvata da nessunaautorità – italiana o di altri Paesi – sanitaria.
Prima di sospendere laterapia a quei pazienti che sono finiti nella cronaca degli ultimi mesi, l'Aifa – Agenzia Italiana del Farmaco,che opera in base alle disposizioni del Ministero della Salute - dispose un'ispezionenegli Ospedali Riuniti di Brescia, dove sono state riscontrate carenze econdizioni igieniche non compatibili con la sicurezza dei pazienti.
Un giudiceha poi disapplicato l'ordinanza emessa dall'Aifa e da allora hanno ripreso asomministrare ad alcuni pazienti la terapia formulata in base al metodostamina, e di conseguenza sono iniziate nuovamente le polemiche. A maggio 2013viene approvato dal Parlamento il decretoBalduzzi che ha consentito da allora la sperimentazione clinica, con lasperanza che il metodo stamina fosse reso finalmente pubblico consegnando tuttala documentazione relativa al metodo stamina che fino ad oggi è privo di unadimensione scientifica.
Dopo tanto, è stata consegnata una parte del protocolloal Comitato scientifico del Ministero della Salute, il quale ha appurato che laproduzione delle cellule è fornita da "StaminaFoundation".
Il Ministero ha sospeso ufficialmente lasperimentazione con queste motivazioni: il metodo non è descritto adeguatamente, i rischi di contagiodi malattie è alto perché non operano secondo i protocolli di sicurezza…insomma,senza un metodo scientifico valido, ai pazienti in grave stato si vendono solofalse illusioni. Un metodo per essere efficace e sicuro quanto agli effetticollaterali, deve seguire questo percorso:
la 1° fase della ricerca preclinica èeffettuata prima in vitro (cellule) e poi in vivo (su animali); superata questa fase con l'ok del Ministero della salute, si passaalla 2° fase: si selezionano ipazienti a cui somministrare la terapia e infine si crea un dossier con irisultati e dati statistici; superata anche questa fase, si passa alla 3° faseche consiste nella presentazione alle autorità regolatorie (Aifa in Italia) deirisultati e se ottengono parere positivo si è autorizzati all'immissione incommercio.