Presidente della Società Sportiva Calcio Napoli 1926... Fino ad oggi abbiamo ringraziato il tuo operato, dalla serie C ci hai portati in B, dalla B in A, passando per la Champions League fino a vincere una "misera" Coppa Italia contro la Juventus. Molto probabilmente chiunque con un capitale alle spalle avrebbe salvato il Napoli per quella cifra irrisoria, se quel qualcuno non fosse arrivato forse tutto il popolo partenopeo avrebbe fatto una colletta pur di mettere in salvo quella passione chiamata Napoli.
Per fortuna nel lontano 2004 un imprenditore sconosciuto decise di rilevare la società iscrivendola al campionato di terza serie sotto il nome di Napoli Soccer.
Nella cittadina non si parlava d'altro, la "salvezza" della squadra è stata la salvezza di un intero popolo, di una passione eterna destinata a non poter morire, perché Napoli vive per il Napoli. Ricordo la promozione in serie B, avvenuta il secondo anno grazie ad Eddy Reja e con essa la società riprese il nome attuale, e nel lontano 2007, dopo sei anni il grande ritorno in Serie A.
Fin qui non c'è niente da dire, è doveroso ringraziare per tutte le gioie, per aver riportato il Napoli a certi livelli, il Napoli in Champions League capace di realizzare 12 punti in un girone di fuoco con Arsenal e Borussia Dortmund, per aver ridato al popolo partenopeo la gioia di un trofeo (la Coppa Italia), proprio contro la Juventus, la squadra che calcisticamente parlando il popolo azzurro "odia" di più, forse per la grande colonizzazione dei bianconeri al sud, forse per aver subito i loro sfottò per troppi anni, un po' per tante cose la vittoria contro i bianconeri è stato qualcosa di eccezionale.
Ma non è oro tutto quello che luccica, e come ogni storia d'amore ci sono alti e bassi come ci può essere anche una fine. Ci siamo accorti solo ora che prima d'essere presidente, lei è un imprenditore, questo non scredita affatto la sua persona ne tanto meno tutto il passato, ma attualmente il Napoli è tra le prime tre squadre d'Italia, è stata l'unica a salvare un po' la faccia alla nostra penisola nelle cerchie europee seppur è uscita dal girone con 12 punti, il Napoli sta diventando una realtà capace di mettere in secondo piano squadre come Milan, Inter (senza alcuna offesa), siamo sulla graticola, all'apice di questi anni e non possiamo permetterci un calciomercato come quello che sta per concludersi.
Napoli è una città calorosa, che chiede tanto e da tanto, che non si accontenta, che ha bisogno di uscire il lunedi mattina a testa alta da casa per poter discutere con i tifosi delle altre squadre. Il nostro affetto si sta esaurendo a poco a poco, il popolo è stufo delle solite parole nel pre mercato, troppe le promesse fatte negli anni e troppo poche quelle mantenute, abbiamo bisogno di un presidente attaccato alla maglia, no di un presidente attaccato al bilancio, riconosciamo il lavoro svolto in questi anni, riconosciamo di poter vantarci di una squadra sana, senza debiti, ma non riconosciamo un presidente così.
Sentiamo il bisogno di alzare la voce, di farci sentire senza alcuna riserva, è arrivato il momento che si svesta dall'imprenditore per vestirsi del bianco e l'azzurro.