Esiste un vizio di forma insito nel sistema economico occidentale che ogni giorno modifica artificialmente il valore reale del nostro portafogli.

Non tutti sono d'accordo sulla esplicita conseguenza di tale meccanismo sul cittadino, ma i dati empirici dimostrano che, a parità di condizioni, si verifica quanto diremo. Premetto comunque che l'argomento è ben più vasto di ciò che verrà descritto qui e sarà pertanto interesse del singolo lettore andare ad approfondire per una visione più completa.

Limitando il discorso al sistema europeo, è (poco) noto che dal 2002 (entrata in vigore della moneta unica) è stato istituito il SEBC (Sistema Europeo di Banche Centrali), il cui compito, tra tanti, è quello di emettere moneta su autorizzazione della BCE.

In pratica, quando uno Stato ha bisogno di nuova moneta, chiede al SEBC di emetterla (stamparla); quest'ultimo soddisfa quindi la richiesta di quello Stato consegnandogli il valore richiesto sotto forma di carta moneta e ricevendo in cambio dallo stesso un equivalente in titoli di debito (btp, cct, bot, ecc.).

Il cambio però non è alla pari: lo Stato infatti deve pagare al SEBC un interesse su quanto ricevuto. Ora, dal momento che l'Amministrazione statale non ha altre risorse (altrimenti non chiederebbe questo "prestito") per pagare quest'interesse, non può fare altro che chiedere ulteriore moneta al SEBC, il quale a sua volta pretenderà ulteriori interessi e così via. Di conseguenza avremo sempre un crescente debito pubblico che, ad un certo punto, si tramuterà in un aumento delle tasse per cittadini ed imprese.

Ma questo non è il solo effetto di tale sistema.

Ce n'è un altro che provoca un sistematico aumento dell'inflazione (e quindi dei prezzi al consumo).

In passato, l'emissione di moneta era legata al valore corrispettivo in oro presente nelle casse statali (e prima ancora al valore reale delle merci presenti sul mercato).

Oggi, invece, la moneta si è svincolata da tale legame acquisendo un puro valore convenzionale. Per cui, ad esempio, se lo Stato mette in circolazione 1000 euro, si può pensare che questi permettano ai cittadini un incremento di domanda di beni ma, essendo l'offerta rimasta invariata, non è possibile soddisfare tale incremento.

Di conseguenza, ecco allora che i prezzi aumentano provocando un ulteriore impoverimento della popolazione. In pratica quei 1000 euro sono semplicemente carta che si è aggiunta alla moneta già presente "rubandogli" valore e diluendone il potere d'acquisto.

Conclusione, quando sentite che la BCE taglia i tassi d'interesse (ovvero facilitazione all'immissione di denaro sul mercato), c'è poco da stare allegri.

A questo punto ci sarebbe da chiedersi perché questa arbitrarietà di gestione monetaria da parte del SEBC e della BCE e soprattutto perché lo Stato debba pagare un interesse per farsi stampare della "carta" la cui proprietà è pubblica (notare bene, non delle banche) ed il cui valore viene determinato dal libero mercato.