Comincia sempre con una richiesta di amicizia e termina con un rimuovi/blocca dagli amici. Se lo stesso procedimento potesse essere utilizzato nella vita reale, l'intera umanità si estinguerebbe in un solo mese. (Premetto che nomi e situazioni utilizzati in questo articolo sono solo a titolo di esempio e della maggiore comprensione dell'utente).
Eppure ancora qualcuno crede che, con l'accettazione di un contratto sulla cessione della propria vita, della condivisione di pensieri, opinioni, foto e video quale è quello che si sottoscrive con totale nonchalance su Facebook, si riesca davvero a trovare un amico.
Ma di cosa si sta parlando? Un Social Network è un mondo virtuale, non è fatto di sguardi, non vive di sentimenti e nemmeno di coerenza di pensiero, ma di "mi piace" cliccati per noia, per obbligo, per pena, per finto attaccamento ai valori universali della vita, incoraggiamento alle difficoltà economiche degli altri, conforto e avvicinamento alle situazioni di disabilità, perdita del lavoro, lutto, depressione. E a conferma dell'incoerenza imbarazzante delle opinioni, riflessioni e commenti di qualche contatto, quante volte nel leggerli ci si è chiesti: "senti da che pulpito? Proprio lui/lei parla"? Gli esempi sono molteplici.
La gente non si fa i fatti propri!
Scrivono tutto su di sé sui propri status: "oggi seratina con la friend, ke sballo"; "ora doccia"; "valigia pronta"; "gelato al mare"; "seratona con…" e tag a gò gò delle persone presenti e rigorosamente con l'aggiunta di "presso …" e la località.
A conferma delle news, ecco 200 foto per album. Risultato: "Certa gente non ha proprio nulla da fare che guardare le mie cose e farsi i fatti miei. E' inutile che guardate tra i miei contatti per conoscere le cose della mia vita perché tanto non me ne frega niente di voi. Ora faccio pulizia dei contatti: rimuovi/blocca dagli amici". Inutile consigliare che se non si vuol fare sapere nulla della propria vita agli altri, il segreto c'è: non scriver nulla. Non sarà certo un rimuovi/blocca a cambiare la situazione, considerando la ridotta privacy nelle condivisioni e pubblicazioni tra amici e amici di amici.
Link sull'amore e corna
Link sull'amore eterno, poesie di Pablo Neruda, cuori e faccine sulla bacheca del proprio fidanzato, minacce di morte alle relative amiche per un innocuo commento nelle sue pubblicazioni sulle anticipazioni di calcio.
La fine della storia segna inevitabilmente la disattivazione dell'account con un rimuovi e blocca.
Tutti leoni su Face!
Vi sono anche i commenti politici. Questi non li possiamo dimenticare. Saggezza, strategie amministrative e piani di azioni regnano tra le riflessioni più accese e irriverenti in base al tema della giornata. Il politico, il sindaco, il consigliere oggetto del dibattito giornaliero non se la deve prendere a male per il commento volgare dell'agnello o leone del momento, perché il giorno dopo l'ostile commentatore sarà di nuovo dalla loro parte. Non importa se si parli della costruzione della rotonda nella piazza principale, dello smaltimento dei rifiuti o dell'assegnazione di un chilo di gelato al cioccolato alla popolazione dell'Antartico, la sola cosa importante è lamentarsi.
Loro, gli amanti dell'informazione celata dalla schermo del pc, farebbero sempre meglio di coloro che si trovano in quel momento al potere. Difficile però che le proposte sostituiscano lamentazioni ed elucubrazioni. E' un fatto incontestabile che, anche in questo caso, rimuovi/blocca dagli amici abbia la meglio: il confronto politico su Face è sacro e consiste nel non intaccare l'immagine via web con commenti in disaccordo con lo status del proprietario insigne della bacheca.
Il traditore: visualizzato alle..
Ci sono poi i nuovi contatti. Quelli che non conosci nella vita reale ma che ti chiedono l'amicizia. Tu accetti inviando un messaggio con una gentile richiesta: "Perdonami, ma non mi ricordo dove ci siamo già conosciuti?" La sua risposta: "Ciao, non ci conosciamo, ti ho chiesto l'amicizia perché abbiamo amici in comune".
In realtà non è che sia poi una grande giustificazione, ma si può anche iniziare a chattare, che male c'è? Fino al momento in cui non si mette in mezzo il traditore "visualizzato alle ore 13:34" e non si può più rispondere perché si blocca il cellulare, passa il tuo capo, ti telefona tua madre, devi andare in bagno. Tutti lussi che non puoi permetterti mentre chatti su Face: "che razza di persona sei, ti pensavo più seria". Con un'accusa del genere il passo è breve e la risposta gira già sul filo del vaff… E glielo scrivi. Con un solo rimuovi/blocca dagli amici, termina un'amicizia di mesi di "mi piace" Perché si sa che oggigiorno siamo tutti un po' nervosi e ci inalberiamo ancora con chi ci manca di rispetto.
Dicono sia colpa della crisi ma nelle stesse bacheche sono pubblicati, con la stessa tempistica, la mattina link sulla disoccupazione, la disperazione per la mancanza di un lavoro e, nelle stesse, le foto dell'ultima capitale d'Europa visitata, il nuovo smart-phone acquistato, l'ultima ricostruzione unghie, il confezionamento passo per passo dell'abito di Carnevale. Non si osi fare dei commenti, costruttivi, si intende, il passo è brevissimo al rimuovi/blocca dagli amici.
Non sarò costretto a parlare faccia a faccia?
E poi ci sono le comunicazioni di servizio: WhatsApp non funziona. Tutto il mondo in tilt, non per il suo mancato funzionamento ma perché molte delle persone che utilizzavano questo canale di messaggistica istantanea gratuita sono state costrette a a suonare il campanello delle case delle persone con le quali avevano necessità di comunicare.
Un unica possibilità per non essere affranti dal cellulare in una mano per non dimenticare di rispondere agli sms, dimenticando, invece, la persona che ci sta davanti.
Dalla strada, sbirciando dalle vetrine di un bar, si notano dieci tavolini, tre o due persone per tavolo, che non si guardano negli occhi ma guardano alla loro destra: gli occhi puntati sullo smart-phone. E chi altro? Potete ora immaginarlo? E' proprio nella nostra vita reale che utilizziamo più frequentemente e continuamente il rimuovi/blocca dagli amici.