In una lettera scritta da un sacerdote aquilano e indirizzata al quotidiano" Il Centro", risalente ad alcuni mesi fa, si legge un'esplicita richiesta al Papa di approvare il celibato facoltativo. Nel messaggio sono contenute argomentazioni che richiamano ad una attenta riflessione sul tema da parte del Pontefice. Appelli che in realtà provengono da più voci di una chiesa determinata a sopportare scandali legati alla pedofilia o agli abusi sessuali o di presenze scomode come la fatidica lobby gay (come rivelato in un'intervista rilasciata da Francesco I stesso), quando soprattutto si mostra restia a tollerare l'amore che unisce un prete e una donna o si spera, lo dico per educazione acquisita sulle pari opportunità, una suora e un uomo. Le risposte da parte del "Trono di Pietro" dateci sull'argomento, fino a ieri, non hanno segnato una decisa apertura. Fino a ieri appunto. Oggi potrebbe essere diverso.

L'anno che ha tracciato forse il punto di partenza della battaglia dei Preti Sposati contro il dogma cattolico del celibato obbligatorio lo ricordiamo come il 2001, quando l'ex Arcivescovo di Zagarolo Emmanuel Miling , su sollecitazione del Reverendo sudcoreano Sung Myung Moon (fondatore della "Federazione delle famiglie per la pace nel mondo" che conta più di 3000.000 di aderenti in quasi tutto il mondo), si sposa con Maria Sung, una signora sudcoreana anche lei.

Con quell'episodio Milingo inaugura nei confronti del vaticano una sfida a quel tempo quasi immaginabile. Dopo un breve periodo tormentoso, connotato da continui ripensamenti, decide di proseguire la sua lotta e in virtù della sua disubbidienza verso Roma, vista perlopiù come affronto, viene scomunicato. Lui e sua moglie adesso lavorano attivamente nel movimento" Marriage Priest Now " (Matrimonio per i preti, ora) seguito e sostenuto da molti ministri cristiani negli Stati Uniti.

Il silenzio attorno alla figura del Reverendo sudcoreano (vero inziatore della campagna dei preti sposati nel 2001) , e la veloce definizione di lui e i suoi seguaci come una minaccia al mondo cattolico o cristiano in genere, pare non abbia aiutato a rendere inattaccabile l'obbligo di celibato. Semmai si è voluto far dimenticare quanto prima possibile la faccenda.

Su una scia diametralmente opposta rispetto ai suoi predecessori pare si stia muovendo Papa Bergoglio, il quale ha affermato pochi giorni fa : «l'immagine di Dio è la coppia matrimoniale, è l'uomo e la donna, tutti e due, non soltanto il maschio, l'uomo, non soltanto la donna, no: tutti e due.

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Papa Francesco

E questa è l'immagine di Dio, e l'amore, l'alleanza di Dio con noi è lì, è rappresentata in quell'alleanza fra l'uomo e la donna. Parole che aprono uno spiraglio di luce su un rinnovamento di una chiesa che forse ha bisogno di incarnare quell'amore, che Il Vicario di Cristo intende ora mostrare ai suoi tanti fedeli. Di una chiesa che di fronte a provocazioni (definite morbidamente da Francesco come sfide) come i nuovi modelli di famiglia promossi dai governi di molti stati occidentali, pare oggi trovarsi ad un bivio : il matrimonio tra uomo e donna come unica e vera immagine di Dio o vita di fede individuale e matrimonio come valore cristiano da proteggere (come fanno le varie organizzazioni per la vita o per la difesa della famiglia tradizionale, anche se hanno componenti laiche) contro le "avversità"di un mondo, laico, ateo, che infondo forse non parla più di amore senza interrogarsi su cosa esso sia e su quale scopo abbia nella vita di ognuno di noi esseri umani.

Soluzioni che non sono più accoglibili con dogmi che hanno peraltro dubbie basi bibliche. Specialmente quando risposte su temi cosi cruciali vengono cercate da chi insegue la via del sacerdozio, anche con una lettera redatta con la dovuta reverenza verso l'autorità del Sommo Pontefice. Quest'ultimo, lo ribadisco volentieri, suscita in netta rottura col passato, meno intransigenza, meno distacco e più disponibilità all'ascolto.

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