È stata diramata ieri la lista dei 30 convocati, che diventeranno 23 il 2 giugno, per lo stage pre-mondiale, che si terrà a Coverciano. La lista non presenta grosse sorprese: si è cercato di accontentare il maggior numero di club possibili; Toni, Astori e, all'ultimo minuto, Gilardino sono stati esclusi dalle convocazioni e Cassano è stato, come era prevedibile, inserito in lista. Questo l'elenco dei 30 convocati per Coverciano, riportata da "La Gazzetta dello Sport": Buffon, Sirigu, Mirante e Perin, sono i portieri. In difesa: Barzagli, Bonucci, Chiellini, Paletta, Ranocchia, Abate, De Sciglio, Maggio, Darmian.

A centrocampo i convocati sono: Aquilani, Pirlo, Marchisio, Thiago Motta, Verratti, Montolivo, De Rossi, Candreva, Parolo e Romulo. Balotelli, Cassano, Cerci, Immobile, Rossi, Destro e Insigne, formeranno il gruppo degli attaccanti.

Se non sono stati quindi i nomi presenti nelle convocazioni a creare qualche dubbio e discussione, perlomeno non oltre i limiti usuali per questo genere di argomenti in Italia, nazione dove ognuno in campo calcistico ha la sua teoria e la sua rosa ideale, è un altro tema a tenere acceso il dibattito: l'applicazione del cosiddetto codice etico, da sempre al centro di varie polemiche. Stando infatti a quanto previsto da tale codice, i giocatori che si rendono protagonisti di comportamenti scorretti, sleali, violenti o comunque contrari ai principi del fair-play e dello sport, devono essere esclusi dalla convocazione in nazionale.

Evidentemente però, il codice etico, lungi dall'essere qualcosa di assoluto, dimostra una volta di più i propri limiti già teorici, oltre naturalmente gli evidenti inconvenienti pratici. Infatti, Giorgio Chiellini, nonostante sia stato squalificato per tre turni, nell'ultima giornata di campionato, per una gomitata ai danni di un avversario, è presente nella lista dei convocati per lo stage pre-mondiale.

Diversamente da quanto accaduto in altri casi. A che serve quindi avere e sbandierare ai quattro venti la presunta importanza di un codice etico, se poi esso si applica a discrezione e ad personam? Con le dovute proporzioni, perciò, questo ennesimo caso di buone prediche e cattivi razzolamenti dovrebbe essere l'occasione per tutti noi, di avviare una riflessione più generale sulle norme e le regole che dovrebbero regolare la nostra società.

E sulla loro effettiva applicazione al di là delle solite, e oramai inutili, chiacchiere e dei buoni intenti che poi rimangono unicamente tali.