Dal 2008 durante l'esame di terza media è diventata d'obbligo la prova che coinvolge la prova Invalsi Nazionali di Italiano e Matematica, una prova che è diventata lo spauracchio di tutti i quattordicenni che si trovano alle prese con l'esame di Stato delle scuole medie.
Il test Invalsi spaventa perché fa media insieme alle prove scritte e quelle orali per il voto finale con cui si uscirà dalla scuola media e in molti casi tende a renderlo più basso. Due prove, entrambe lo stesso giorno, di 75 minuti l'una separate da una pausa di 15 minuti: una prova di italiano che verte sulla comprensione del testo e sulla grammatica e una di matematica che verte sull'algebra, la geometria, le unità di misura e le equazioni.
Domande a risposte aperte e a risposte multiple, voto minimo consentito 4.
Quello che dovrebbe tranquillizzare gli studenti è che se soltanto nel test Invalsi si ottiene un voto insufficiente questo non dovrebbe inficiare sulla promozione.
Si potrebbe evitare il test Invalsi?
Nonostante questo gli studenti di tutta Italia continuano a temere questa prova più di qualsiasi altra. Perché? Perché sicuramente va contro i metodi classici di insegnamento, va contro ogni logica di rilevazione della preparazione dell'alunno, rende il sapere una cosa meccanica, appiattisce l'intelligenza lasciando poco spazio alla creatività e alla personalità di ognuno. Non è sicuramente il modo migliore per valutare se un alunno ha appreso bene durante l'anno, se un alunno ha compreso quello che ha studiato o se ha solo memorizzato passivamente.
Le prove Invalsi, che hanno da sempre scatenato violente polemiche nel mondo accademico e dell'insegnamento, dividono proprio per questo loro carattere che va contro qualsiasi modello didattico, ma se nelle altre classi genitori e alunni potevano rifiutarsi di sostenerle, nell'esame di terza media diventano obbligatorie, se non si sosterranno il giorno 19 giugno, giorno fissato per la prova in tutta Italia, sono previsti due giorni i recupero per i test: il 25 giugno o il 2 settembre.