Il famoso bonus 80 euro è arrivato anche negli stipendi del personale docente della Scuola. La somma aggiuntiva è un credito e non una detrazione fiscale, come è importante sottolineare. Molte le riflessioni sul bonus, considerato come una elemosina e descritto come il denaro necessario per permettersi di portare i propri figli a mangiare la pizza durante il fine settimana.



Quest'ultima critica non è certo la riflessione più sconcertante se si considera la valutazione delle 80 euro come la somma necessaria ad acquistare la spesa per due settimane. Dunque, il bonus 80 euro è appena arrivato nello stipendio di docenti e dipendenti pubblici ma ancora non si conosce la convenienza di questa concessione. Probabili risposte potrebbero arrivare dalla legge di stabilità: cosa nasconde esattamente il bonus?

Bonus 80 euro e stipendio docenti: a quanto ammonta?

In seguito a questa premesse, anche il personale docente, alla fine del mese di maggio, ha ricevuto nel proprio stipendio il bonus da 80 euro, come promesso dal Governo Renzi e calcolato in base ai seguenti parametri: le 80 euro complessive al mese sono assegnate ai redditi da lavoro dipendente tra i 18.000 e i 24.500 euro, ottenendo un credito di 620 euro annuali.



Il prossimo anno, il bonus 80 euro di Renzi vedrà un aumento del 3,5% per il personale con redditi fino ad una soglia massima di 17.714 euro. Nessun incremento, invece, o riduzione , per il personale con reddito da lavoro dipendente tra i 24.500 e i 28.000. Dunque, in considerazione degli aumenti e delle riduzioni della somma del bonus e, preso anche in esame il fatto che il bonus 80 euro non è una detrazione fiscale di cui si può fruire, si potrà avere una visione completa dei benefici solo in occasione della definizione della legge di stabilità 2015.

Bonus 80 euro, stipendio docenti e legge di stabilità

La legge di stabilità 2015 potrebbe fare chiarezza sulle caratteristiche reali dell'erogazione del bonus 80 euro sullo stipendio dei dipendenti pubblici e del personale docente della scuola, mettendo in evidenza o meno la possibilità che questo si trasformi in una misura strutturale tramite il sottile gioco stabilizzato delle detrazioni fiscali.



Non si può, comunque certo nascondere che la questione bonus 80 euro, su dipendenti pubblici e sullo stipendio dei docenti, (spesso precari e che in questi ultimi mesi hanno ricevuto la spettante retribuzione con ritardi di 5 mesi) apre ampie strade di discussione e critica riflessiva, che investono interamente il sistema di contrattazione e il ruolo del sindacato, annunciando una volontà di controllo sulla dinamica nazionale dei redditi da parte dello Stato italiano.

E proprio nella giornata di oggi è giunta la segnalazione del Servizio bilancio di Montecitorio a riguardo di un difetto nella relazione tecnica elaborata dal Governo sul decreto Irpef. La simulazione è stata effettuata in base al calcolo dei redditi 2011 e non su quelli dell'anno in corso. In base alle dichiarazioni del Servizio bilancio di Montecitorio "la platea dei soggetti interessati potrebbe aver subito un cambiamento significativo sia dal punto numerico sia [...] del reddito di riferimento prodotto da ciascun soggetto lavoratore". Si attendono, dunque, delle risposte in relazione al reale beneficio bonus-stipendio.