Cominciamo col significato di questa inusuale e un po' difficile parola: secondo l'enciclopedia on line Hoepli, i prodromi sono segnali che indicano il prossimo avverarsi di un evento negativo molto grave. Ora, se siamo davanti allo schermo del PC o dello smartphone o qualsiasi altro aggeggio in grado di connettersi alla rete, cerchiamo una cartina geo - politica del mondo. Se non abbiamo tale tecnologia, anche una "vecchia" mappa può andar bene lo stesso, purché, nello stesso tempo, siamo consapevoli di quanto, oggi, adesso, sta succedendo in varie parti di questo martoriato pianeta.

Se fossimo dei catastrofisti, degli "apocalittici" come si usa dire ora ( anche se il termine è molto più antico, come minimo due millenni, se non di più, visto che anche i proto cristiani possono definirsi tali ) non avremmo che l'imbarazzo della scelta: cominciamo dalla nuova epidemia di Ebola in Africa, che non si riesce a bloccare. O dall'infinita crisi medio - orientale, con gli ultimi scontri tra lo stato di Israele e Hamas.

Oppure, senza spostarci troppo, dalla costola più violenta e spietata di Al Qaeda che dai media abbiamo imparato a chiamare Isis e che, dal punto di vista occidentale, è il nuovo, terribile nemico. O dalla crisi non ancora risolta tra i filo - russi che vorrebbero riannettere la Crimea alla Russia, col "vecchio Vlad" che tira il sasso e nasconde la mano. O dalle mai sopite minacce di lanci di missili della Corea del Nord?

O dalla tremenda crisi economica che, sempre il mondo occidentale, capitalista e consumista, sta soffrendo ormai da più di un decennio? O dalle decine di migliaia di disperati, in fuga da tutto, che quotidianamente sbarcano - quelli che ce la fanno - sulle coste meridionali italiane ? Sicuramente sto dimenticando altri "focolai", ma l'elenco sarebbe lunghissimo. Papa Francesco ha definito questo paradigma "la terza guerra mondiale frammentata" e probabilmente è l'uomo pubblico che ha avuto più coraggio di tutti nel chiamare le cose col loro nome.

Però, ufficialmente, non si può: ci sono i mercati azionari che impazzirebbero e allora sì che il caos divamperebbe. Come se quello che stiamo vivendo fosse invece un periodo aureo, di pace e prosperità per tutti. Sì, forse se fossimo dei catastrofisti, degli apocalittici, magari non aspetteremmo più: la fine del mondo va in scena ogni giorno, in diretta sulla pay - tv. Cinque, quattro, tre, due, uno, stacco, vai con la pubblicità.

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