In un articolo di Angelo Panebianco, apparso sull'inserto del Corriere della sera, c'è una considerazione sconsolata, per quanto realistica, sulla impossibilità di risolvere il problema burocratico "subito con qualche provvedimento". Perché le burocrazie, pubbliche e private, pur essendo indispensabili finiscono per essere autoreferenziali. Il problema, quindi, sarebbe "essenzialmente una questione di mentalità" e occorrerebbe tempo per cambiarla.

Così, non potendo far correre il tempo né liberarci subito dei burocrati attuali, dovremmo rassegnarci ad aspettare pazientemente che si realizzi il ricambio, sperando che i nuovi burocrati siamo migliori dei vecchi. D'altronde come possiamo trovare nuove soluzioni se, come Panebianco, conserviamo la stessa, vecchia mentalità che ha determinato i problemi che si vorremmo risolvere? Eppure c'è un'arma totale per battere la burocrazia pubblica, innescando un "cambiamento, anche violento", come abbiamo sentito dire dal 'Premier scout'. E non si tratta di un'arma nuova: il rimedio alla lentocratica è il silenzio-assenso.

Anche se abbiamo già potuto riscontrare che persino un'arma potente come questa non riesce a colpire il bersaglio della mitica semplificazione. Che cosa manca a questa semplice soluzione dei vari problemi di complessità dell'attività amministrativa per diventare un'arma totale contro la inefficienza della pubblica amministrazione? Manca un meccanismo tecnico-legale di chiusura che sposti la responsabilità dal cittadino richiedente al funzionario non rispondente.

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In altri termini, per far funzionare il silenzio-assenso come la soluzione del problema burocratico basterebbe prevedere che fosse il burocrate a rispondere in proprio dei danni o degli abusi derivanti silenzio-assenso - ovvero dal mancato, esplicito diniego che fosse necessario - rispetto a quanto comunicato dal privato cittadino, prevedendo nello stesso tempo una analoga responsabilità del burocrate in tutti i casi di indebito diniego di quanto comunicato dal privato.

Ovviamente gioverebbe a tutti, burocrati e cittadini, un insieme di norme chiare e semplici ma, se venisse attivato questo semplice meccanismo di responsabilità burocratica nei confronti dei cittadini, forse si innescherebbe un circolo virtuoso di cambiamento. Magari riuscendo a far ricordare ai burocrati che loro sono al servizio del cittadino che, per questo servizio, sopporta un alto prezzo.

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