Martedì scorso in una scuola del New Jersey uno studente è stato arrestato per aver gettato a terra il suo insegnante di 62 anni che gli aveva confiscato il cellulare. I professori permettono agli studenti di utilizzare i loro cellulari per fini didattici in classe, ma possono sequestrarli e tenerli fino alla fine della lezione se uno studente lo sta usando per altri scopi. Certo, il ragazzo potrebbe aver dimostrato problemi di autocontrollo anche in altri contesti, ma il video dell'attacco nei confronti dell'anziano professore ha provocato l'attenzione nazionale.

E questo perché non è il primo drammatico esempio di come si sia diventati così attaccati ai telefonini.

L'anno scorso una donna di Houston è stata colpita dai proiettili di un rapinatore quando si è rifiutata di consegnare il proprio cellulare. Lei sopravvisse, ma ha poi affermato di aver fatto la cosa giusta. Nel 2013 un uomo di 22 anni è stato ucciso da un treno quando ha cercato di recuperare il telefonino che aveva lasciato cadere sui binari.

Senza discutere troppo delle implicazioni psicologiche, sembra che la nostra specie abbia implementato la tecnologia mobile molto rapidamente e diffusamente. Una ragione è che il mercato ha "abbracciato" gli smartphone in modo sorprendente, come se i nostri telefoni fossero una chiave per la nostra psiche.

Secondo una recente ricerca ci sarebbero 7 miliardi di dispositivi mobili sulla Terra, quasi uno per ogni persona.

I cellulari porterebbero le persone ad attaccarne altre ed a rischiare la vita per difenderli. Si direbbe che i telefoni assorbano e registrino i nostri pensieri e le nostre intenzioni in modo così drammatico da farci diventare inconsciamente convinti che siano "una parte di noi". Perché altrimenti tanta gente esita persino a lasciare la stanza senza prendere il cellulare? Perché dovrebbero interrompere frequentemente i loro contatti personali e togliere tempo alla famiglia per controllarli? Perché i giovani spendono soldi per avere quelli più recenti e veloci invece di spenderne per l'abbigliamento?

Perché c'è tanto interesse a personalizzare le suonerie o le applicazioni o le mascherine?

Forse adesso è troppo tardi per tornare indietro, abbiamo irrevocabilmente incorporato la tecnologia nella nostra psiche in un modo che rende la nostra carne ed il nostro sangue come parte dell'hardware. Si pensa che se per ora l'hardware, il cellulare, rimanga al di fuori del nostro corpo, non ci sia integrazione, ma siamo psicologicamente attaccati ai nostri dispositivi, ed ecco perché le persone continueranno a battersi ed anche a morire per loro. E questo è solo l'inizio. I cellulari richiedono attenzione, e la differenza tra il fatto che siamo noi a possederli o che siano loro a possederci, è sempre più in dubbio.